Pari e patta


di Danilo Quinto
I risultati elettorali obbligano ad una considerazione principale. È stata evitata – finora – l’avanzata dell’armata costituita da Bersani e da Vendola, che nei loro programmi avevano già scritto punti precisi nella direzione contraria ai principi non negoziabili. Non è un risultato di poco conto, se si pensa solo a quali erano i dati di partenza proposti dai sondaggi due mesi fa, sovvertiti dalla campagna elettorale condotta da Silvio
Berlusconi, formidabile per tecnica e abilità. Si è, in sostanza, fermata quella cultura radicale, ampiamente diffusa, nonostante i suoi promotori originari (Bonino e Pannella) abbiano raccolto un risultato da prefisso telefonico.
Considerazioni secondarie riguardano la sconfitta dell’agenda montiana e l’affermazione straripante di Grillo. Su Monti e sul suo ruolo in questo anno e mezzo, si è detto e scritto tanto. Per fortuna, gli italiani hanno compreso, in larga parte, che consegnare la propria sovranità ad entità economiche e finanziarie europee, è quanto di più negativo e deleterio potesse accadere. Su Grillo, al di là di qualsiasi altra considerazione, basta dire che è il prodotto di quell’antipolitica cavalcata dai grandi mezzi d’informazione, che non considerano, però, quanta responsabilità abbia buona parte della società civile nel declino, forse irrimediabile, del Paese.
Resta il problema del Governo, dell’elezione del nuovo Presidente della Repubblica, sempre che Napolitano confermi di non volere un secondo mandato (nella situazione che si è creata, ci potrebbe essere qualcuno che glielo chieda) e del futuro dell’Italia. L’unica prospettiva credibile, rispetto a quest’ultimo punto, è quella della conversione delle coscienze di coloro che sono impegnati in politica, perché finalmente vedano i bisogni di coloro che soffrono, per la mancanza di lavoro, per la povertà in cui vivono, per l’assenza di speranza che avvolge le loro vite. La crisi economica ha i suoi presupposti nella crisi etica in cui è precipitato negli ultimi decenni il mondo occidentale. Occorrerà forse una generazione per vederla e per porvi rimedio.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Ma lei che provenienza politica ha?