In nome Suo

di Danilo Quinto
Tanti Battesimi in una Chiesa a una Messa della mattina di Domenica. Sembra una festa privata. Da salotto di casa. Un gran vociare. Macchine fotografiche, telecamere, tutta la tecnologia che immortala i momenti più importanti. Al solito, così come in tutte le nuove Chiese o in quelle ristrutturate dal Concilio Vaticano II in poi, il Tabernacolo dov’è
custodito il Corpo del Padrone di Casa, non è posto al centro dell’altare, ma sulla destra, relegato in un angolo. Lo stesso angolo dove vengono provvisoriamente sistemati i passeggini dei bambini, da mamme che se ne infischiano. Il tabernacolo diventa meta di un parcheggio. Una signora dice al Parroco: “Mi scusi, Padre, ma non si battezza in nome Suo? Questo è il modo di rispettare Gesù Cristo?”. Il parroco alza le spalle, quasi infastidito, bofonchia che era stata data indicazione di non lasciare i passeggini davanti al corpo di Gesù consacrato e se ne va. Chissà cosa ha da fare, piuttosto che difendere dal disprezzo e dalla noncuranza il Padrone di Casa.

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