Monsignor Pompili, la Cei e Marco Pannella


Di Danilo Quinto
Pannella con la papalina cardinalizia di Martini
Monsignor Domenico Pompili, direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali e Portavoce della Conferenza Episcopale Italiana, ha aderito, anche a nome della Cei, alla proposta di amnistia dei radicali e ha chiesto che l’attuale Parlamento se ne occupi urgentemente. Per rendere questa dichiarazione, ha scelto un’intervista a Radio Radicale, l’emittente di Marco Pannella e di Emma Bonino, che, sovvenzionata da denaro pubblico, non perde occasione
di ammonire la Chiesa cattolica rispetto alla sua simonia, conduce campagne contro l’8 per mille a favore della Chiesa, orienta i suoi ascoltatori verso scelte contrarie ai principi del diritto naturale, in tema di eutanasia, di aborto, di matrimonio omosessuale, di fecondazione assistita, di antiproibizionismo sulle droghe e chi più ne ha più ne metta.

È noto il fatto che molti parlamentari cattolici firmano appelli a favore dell’emittente pannelliana perché lo Stato continui ad elargirle denaro: i radicali “attendono” a breve 20 milioni di euro a saldo della convenzione tra lo Stato e Radio Radicale, che si aggiungono ai 10 milioni di euro erogati nel dicembre scorso dal Governo Monti. È altrettanto nota l’apertura di molti giornali e opinionisti cattolici alle iniziative radicali. Così come sono note le numerose adesioni di sacerdoti ed ecclesiastici alla “battaglia” sull’amnistia.

Qualche settimana fa Pannella ha “avvertito” Monsignor Luigi Negri – “colpevole” autore della prefazione al mio libro – del fatto che i fedeli del Vescovo di San Marino non hanno seguito le sue indicazioni, ma quelle del leader radicale, relativamente alle sue iniziative sul divorzio e sull’aborto. “Stia attento, Monsignor Negri – ha detto Pannella – perché i suoi fedeli non lo seguono, ma seguono me”. Ha aggiunto, commentando entusiasticamente la posizione espressa da Monsignor Pompili a nome della Cei, che Giovanni Paolo II, nel corso di un incontro informale che si tenne durante il Consiglio Comunale di Roma – ne sarebbe testimone, secondo Pannella, il suo pupillo, l’ex Sindaco Francesco Rutelli – gli confessò che ancor prima di divenire Papa, ascoltava i suoi fili diretti a Teleroma ’56. Non è la prima volta che Pannella evoca quest’episodio, che nessuno peraltro ha mai smentito.

Pannella fa breccia, quindi, a suo dire, dentro i sacri palazzi. Non solo. Viene considerato come una sponda affidabile e in buona fede, sul tema della giustizia, delle carceri e su molto altro ancora. La coerenza e la tenacia con le quali Pannella si rivolge costantemente al mondo cattolico, viene così ripagata. Con il rispetto, il dialogo, l’adesione e la condivisione di iniziative. Così, il “cortile dei gentili” si rafforza. Il cattolico dialoga con l’ateo, con il miscredente, il quale rivendica costantemente una sua religiosità - laica - a sua volta dialogante, ammaliante, seducente, evocativa delle Sacre Scritture. Se questo dialogo porterà ad una conversione, gli angeli in Cielo faranno una grande festa. Ne dubitiamo, perché il “cortile dei gentile” finora non ha portato ad una sola conversione, ma continueremo a pregare perché questo accada.

A tal proposito, proponiamo alla Conferenza Episcopale Italiana di indire una giornata di preghiera per Marco Pannella, per Emma Bonino e per i radicali. Chiediamo alla Santa Vergine di intercedere presso Suo figlio, perché tutti i Vescovi italiani mobilitino le loro Diocesi, perché in tutte le Chiese si reciti un rosario per la conversione dei leader radicali e dei loro seguaci. La preghiera può spostare le montagne e, se fatta con convinzione, potrà anche consentire il pentimento di chi rivendica di aver praticato aborti con la pompa di bicicletta. Sarebbe auspicabile che si associno alla preghiera tutti coloro - e sono tanti - che con atti e comportamenti sostengono l’ideologia pannelliana. La preghiera dovrebbe essere fatta – lo raccomandiamo caldamente e devotamente ai Vescovi e al loro portavoce – a nome  dei quasi due milioni di bambini uccisi ogni anno in Italia per aborti più o meno nascosti: i 130.000 abortiti “ufficialmente” (col sostegno ed il finanziamento della L. 194/78), le centinaia di migliaia di vittime della Norlevo (il pesticida del giorno dopo), della pillola dei 5 giorni dopo, della Ru486 e di altre forme di aborto chimico, i 140.000 abortiti per tecnica FIVET (sostenuta e finanziata dalla legge 40/04), i 16.000 che dalla stessa legge vengono ogni anno congelati, gli 850.000 bambini uccisi ogni anno in Italia per l’uso della spirale, i 220.000 all’anno uccisi a causa della pillola EP.

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