Gaetano Quagliariello, colui che vuol far divertire Pannella


di Danilo Quinto
Erano seduti accanto l’altro giorno a Bari, Marco Pannella e Gaetano Quagliariello. Insieme, in conferenza stampa, presentata da un altro deputato del PDL, Francesco Paolo Sisto, che ha definito Pannella “eroe della libertà” nella presentazione che ha fatto il giorno prima, sempre a Bari, del leader radicale.

Fa un certo effetto vedere due personaggi come Quagliariello e Pannella sorridersi, abbracciarsi e baciarsi. La vita, si sa, non finisce mai di sorprendere. E di fare pena, a volte.
Conosco il vice-presidente dei senatori del PDL da tempo. Ne ho parlato anche nel mio libro (pagg. 32 e 33), dove ho
raccontato un incontro che si svolse due anni fa a casa sua, a Bari.  Gli chiesi perché il Governo Berlusconi continuava a decidere di finanziare Radio Radicale. “Danilo, i radicali non contano un cazzo. Quei soldi vengono dati per far divertire Pannella”, mi rivelò candidamente Quagliariello. Rimasi impietrito da quest’affermazione. “Questa tua risposta la riferirò a mio figlio che ha sei anni”, risposi a Quagliariello. “Gli spiegherò, così - lui me lo chiede spesso - che cos’è il potere e quante facce può avere”. Ma come, far divertire Pannella? E a scapito di chi? Perché? Con quale logica?
Nonostante questo tipo di sentire - così profondo e illuminante - Quagliariello è capace di invitare nel settembre del 2011 il Cardinale Bagnasco, alla Summer School della sua Fondazione, Magna Carta e di ascoltare queste parole dal Presidente della CEI: “La visione etica connessa alla fede cristiana non è qualcosa di esclusivamente cristiano in senso particolaristico, ma piuttosto la sintesi delle grandi intuizioni etiche del genere umano. Essa non è un onere pesante riservato ai cristiani, bensì la difesa dell’uomo contro il tentativo di pervenire alla sua eliminazione. Per questo la morale è la liberazione dell’uomo e la fede cristiana è l’avamposto della libertà umana. Il poeta latino Giovenale scriveva in modo insuperabile: ‘Considera sommo crimine preferire la propria esistenza all’onore, e perdere per la vita le ragioni del vivere!’ Ciò significa che ci sono valori per i quali vale la pena di morire, poiché una vita comprata a prezzo di tali valori poggia sul tradimento delle ragioni del vivere, ed è pertanto una vita annichilita nella sua stessa sorgente. E dove non c’è nulla per cui valga la pena di morire, là è difficile anche vivere”. Parole da comprendere e meditare, che affidiamo alla sensibilità e alla cultura del senatore Quagliariello, sperando che finalmente anche lui cessi di agire - come i radicali - per convenienza e per calcolo. Lo si faccia divertire un po’ meno Pannella, anche perché non avrebbe alcun senso, altrimenti, far credere ipocritamente di avversare le sue idee. 
Fin qui, quel che ho scritto nel libro. Aggiungo, che tutto sommato non si diverte solo Pannella. Si divertono entrambi. È questa l’Italia che viviamo.

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