Il Vaticano chiarisca se appoggia Monti


di Danilo Quinto
La Chiesa, intesa come Vaticano, dovrebbe chiarire in modo esplicito quel che appare evidente, in base a molteplici “segnali” degli ultimi mesi: il suo appoggio all’azione di questo Governo e il suo placet alla candidatura di Mario Monti a Presidente del Consiglio alle prossime elezioni. Lo dovrebbe
fare per moralità e per serietà. I cattolici che andranno a votare hanno diritto di sapere in modo limpido e chiaro se le gerarchie ecclesiastiche appoggiano un’esperienza di Governo fallimentare per il Paese, che sottrae di giorno in giorno la sovranità decisionale al Parlamento, per consegnarla all’establishment europeo che regola l’andamento dei mercati finanziari e delle banche.
Il Vaticano sa che la vita delle persone non è fatta di spread. È fatta di bisogni materiali e soprattutto spirituali. Questo Governo ha già dimostrato di rispondere ad una logica diversa, eterodiretta, incapace di proporre riforme che esprimano la consapevolezza che si è di fronte ad una crisi etica dell’Italia e dell’Europa, che poi ha anche le sue ricadute economiche. L’azione di Monti come Presidente del Consiglio, stride in maniera evidente con l’intero contenuto della Caritas in veritate, l’enciclica di Benedetto XVI che spiega come sia necessario, nel tempo che viviamo, considerare la persona umana intesa nella sua integrità. Basterebbe questo per imporre al Vaticano un’inversione di rotta rispetto a quello che appare un sostegno all’azione del Governo attuale e al disegno – da molti condiviso – di non trovare alternative a Monti dopo le elezioni. L’azione “lobbistica” di molti gruppi e personalità d’ispirazione cattolica a sostegno di Monti, a cominciare da coloro che operano per la creazione di un partito dei cattolici che dovrebbe avere proprio Monti come leader, non si spiega altrimenti se non con l’avvenuto placet degli ambienti vaticani. Per questa ragione, non è più procrastinabile fare chiarezza sulla “partita” che si sta giocando.

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