Usura di Stato


di Danilo Quinto
C’è un aspetto della crisi etica che viviamo che viene costantemente sottovalutato e quindi rimane inaffrontato. È quello dell’usura. Nei giorni scorsi, Avvenire ha reso noti i dati provenienti dalla Consulta Nazionale Antiusura, secondo la quale sono un milione e 200 mila le famiglie realmente a rischio usura, il 5% del totale, soprattutto in Piemonte
(263mila), Lombardia (215mila) e Campania (154mila). Solo il 38,7% delle famiglie italiane riesce a risparmiare, il 46,2% ha iniziato a intaccare i propri risparmi, e chi giudica sufficiente il proprio reddito è al minimo storico: il 45,7%. Tra il 2000 e il 2010, si è quintuplicato il numero delle famiglie che si considerano sovra-indebitate, con saldo negativo patrimoniale superiore al 30% del reddito. Se nel 2000 erano 194.400, lo 0,9%, nel 2010 erano diventate 1 milione 95 mila 820, il 4,4%.
La stretta delle banche alla concessione di mutui e prestiti, è un altro fattore di rischio. Nel 2006 i no erano stati il 10,8%, nel 2010 diventano il 23,9% e al Sud addirittura il 38%. Tra le 8.980 famiglie “accompagnate” dalla Consulta fuori dal labirinto degli usurai, le cause di difficoltà sono spese mediche (17,6%), caro-vita che ha reso impossibile il mutuo (15%) o le rate di beni di consumo (13%), spese non necessarie (10,5%), cassa integrazione (10%).

Il Governo dice di voler aiutare il Paese ad uscire dalla crisi. Se vuole ottenere credito, intervenga a favore delle famiglie, innanzitutto quelle in difficoltà. Non chieda sacrifici a vuoto. Chieda sacrifici che diano speranza per il futuro e che non tendano ad arricchire la criminalità organizzata.

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