Giocare con la vita


di Danilo Quinto
Capita dai barbieri di sfogliare, nell’attesa di una sforbiciata, le riviste. La copertina di un settimanale popolare uscito in questi giorni, pubblica la foto di due donne che hanno costituito una famiglia con due figli. Le due raccontano di amarsi da qualche anno e una di loro spiega all’interno che, in ragione del loro amore, si è sottoposta a fecondazione eterologa. Volevano dei figli. Il parto è stato gemellare e sono nate due bambine.

Il bambino di sette anni che lo accompagna, vede la foto, capisce e al padre che legge, chiede: “Come faranno senza un papà? Ma è normale?”. 
Il padre risponde: “Per il direttore di questa rivista sembra di
sì: scrive che hanno voluto trattare una storia d’amore e che ci sono tante famiglie ‘normali’ che sono infelici”. 
Il bambino ci pensa un po’ e dice: “A parte il fatto che noi siamo una famiglia normale e siamo felici, io pensavo che i bambini nascessero dal matrimonio tra un uomo e una donna. Lo dice anche la Bibbia. Come hanno fatto due donne ad avere due bambini?”. 
Il padre: “Si sono affidate alla scienza”. 
Il bambino: “Perché la scienza che fa?”. 
Il padre: “Mette a disposizione le sue scoperte per creare famiglie felici”. 
Il bambino: “Ah, ho capito. E in questo caso del padre si può fare a meno?”. 
Il padre: “Quasi. Il bambino che nasce, se vorrà, potrà conoscerlo quando avrà compiuto 16 anni. Si chiama padre biologico. Dà il seme della vita, la donna partorisce, mette al mondo il bambino, che cresce solo con lei o, come in questo caso, anche con un’altra mamma”. 
Il bambino: “Allora, quelle bambine avranno due mamme e nessun papà. Mi sembra tutto un po’ strano e complicato. E’ come un gioco: ognuno finge di essere quello che vuole”.
Il padre: “Hai ragione, è proprio un gioco. La cosa grave è che viene fatto sulla vita di due bambine”.

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