Poteri forti

di Danilo Quinto
“Il mio governo e io - ha dichiarato ieri il Presidente del Consiglio Monti all’Assemblea Nazionale delle ACCRI, l’Associazione di Cooperazione Cristiana Internazionale - abbiamo sicuramente perso negli ultimi tempi l'appoggio che gli osservatori ci attribuivano da parte dei cosiddetti poteri forti: in questo momento non incontriamo il favore di un grande quotidiano, considerato voce autorevole dei poteri forti, e non incontriamo il favore di Confindustria”.
È di grande chiarezza la dichiarazione del Presidente del Consiglio. I suoi interlocutori erano e restano i poteri forti. Non
avevamo dubbi. D’altra parte, il suo Governo, non legittimato dal libero voto democratico, espressione della volontà dei cittadini, ha dimostrato nei fatti - con le misure adottate e quelle che si è guardato bene dall’adottare - di rispondere ai poteri economici e finanziari, interni e internazionali. È stata eseguita un’operazione che impone al nostro Paese di dismettere una parte consistente della propria sovranità, per consegnarla alla BCE, al FMI e a consorterie di vario tipo. Ci si appella ad un’Europa che politicamente non esiste, senza proporre un progetto di governo che affronti la realtà, così da costituire per lo meno la giustificazione dei sacrifici che vengono chiesti. Un fallimento, insomma. E pensare che sette mesi fa a chi parlava di elezioni si gridava al lupo, al lupo. Ora i lupi sono scesi dalle montagne e hanno invaso città e campagne.

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