I nemici del Papa


di Danilo Quinto
Il Segretario di Radicali Italiani, ha dichiarato lo scorso primo giugno, a Radio Radicale “Mi chiedo cosa si aspetti ad affrontare la questione centrale nascosta dai Vaticaleaks: può una Chiesa essere uno Stato? E soprattutto, a chi conviene? Le ingerenze verso altri Paesi, le lotte di potere, la corruzione, sono conseguenza diretta del fatto che il Vaticano è uno Stato;
anzi, direi che sono fisiologiche, specie per una monarchia assoluta. La scelta di Mussolini di restituire al Papato quel potere temporale da cui la Chiesa era stata liberata con il Risorgimento fu un grave errore. Grazie all’essere Stato e al flusso di potere e denaro garantito dai Patti lateranensi, infatti, il Vaticano e le sue gerarchie hanno prima commissariato la Chiesa - che ora reagisce proprio contro il Segretario di Stato - e poi ridotto l’Italia a un protettorato. È più che mai urgente che lo Stato città del Vaticano venga liquidato e convertito in altro. Ne guadagnerebbe non solo la nostra Repubblica , finalmente affrancata dal peso economico e civile oramai insostenibile, ma gli stessi cattolici”.
I radicali, si sa, sono sempre molto attenti al sentire cattolico. Spesso, con magnanimità, se ne fanno addirittura interpreti. Ci limitiamo a chiedere ai parlamentari di fede cattolica: continueranno a firmare appelli a favore della Radio di Pannella e Bonino perché ogni anno riceva dieci milioni di euro di denaro pubblico?

2 commenti:

Carla D'Agostino Ungaretti ha detto...

Vorrei tanto sapere perché i laicisti, radicali "in primis" si preoccupano tanto di ciò che gioverebbe ai cattolici. E' storicamente dimostrato che al Papa deve essere padrone in casa sua. Gli hanno tolto lo Stato nel 1860 violando il diritto internazionale, anche se nessuno lo riconosce, e ora vorrebbero togliergli anche quel fazzoletto di terra che è il Vaticano? Non capiscono quanto sono rozze le loro argomentazioni?

tiziano ha detto...

Dobbiamo distinguere tra Chiesa e Vaticano.La Chiesa-per mandato divino-deve inglobare tutto il mondo:non può esistere regione della terra dove la Chiesa-il Vangelo-non possa arrivare.La Chiesa,avendo una"componente"materiale,(il clero è pur sempre fatto di uomini che abbisognano di una casa dove dormire e mangiare)necessita inevitabilmente di una sede materiale più o meno grande ma comunque ben organizzata alla quale chiunque possa fare riferimento per qualsiasi necessità e materiale e spirituale;non merita la Chiesa militante adeguata sede dalla quale possa trasparire,per quanto possibile,la sua autorità nonchè la gloria e la magnificenza di Colui che rappresenta in terra?