Prenota il Messale Festivo Tradizionale


Caro Amico,
Oggi Le chiedo un aiuto concreto per un grande progetto. Per la fine di agosto - se Dio vuole - sarà pronta la nostra nuova edizione del Messale Festivo Tradizionale. L’unica edizione, dopo quattro anni che Papa Benedetto XVI ha liberalizzato la Santa Messa Tradizionale, che sia stata pubblicata. Questa nuova edizione dovrebbe avere la copertina in similpelle nera con imprimiture in oro, i capitelli, segnalibro, immagini tradizionali molto belle e le scritte dell’Ordinario in nero e rosso.
Per poter garantire questa qualità straordinaria ad un prezzo accessibile - che sarà di 29 euro - Le chiedo un aiuto.
Le chiedo di acquistarne 4 copie scontate per un totale di 100 euro. I volumi Le saranno recapitati, in anteprima rispetto alle librerie, senza spese di spedizione e Lei potrà far conoscere la bellezza della Liturgia Tradizionale a sacerdoti o Vescovi che non aspettano altro che laici di buona volontà e ferma decisione in favore della Liturgia di sempre, la Liturgia dei Santi!
Se Le è possibile comperi anche più copie oppure dia un contributo generoso per la pubblicazione di questa grande opera. E avessimo solo 1600 euro in più potremmo addirittura mettere il taglio oro delle pagine!
Ci pensi!

Che il Signore La ricompensi col centuplo per quanto può fare per questo grande progetto ecclesiale e di santità: un’esclusiva di Fede & Cultura.

Cliccando sulla copertina del Messale trova il bottone per fare l’acquisto, oppure un bottone per fare una donazione per la pubblicazione del Messale Festivo Tradizionale. Può anche fare un bonifico all’iban IT59T0200811723000040977857 intestato Fede & Cultura oppure un versamento sul conto corrente postale n. 83065748, sempre intestato a Fede & Cultura (scarica qui il bollettino)

Un anno in Libreria Fede & Cultura OGGI!

Questa sera venerdì 17 giugno, fra le 18 e le 20, a Verona in viale della repubblica 15 (Quartiere Borgo Trento) si festeggerà la prima libreria cattolica Fede & Cultura di Verona. Sarà presente Mons. Gino Oliosi e don Ferdinando Rancan. Benedizione dell'apostolato di Fede & Cultura, consacrazione pubblica al Cuore Immacolato di Maria con la formula di Fatima, vino Lugana e pizza per i convenuti.

Sconto del 30% solo questa sera e solo per i convenuti su tutti i libri editi da Fede & Cultura.

Vi aspetto numerosi!

Morte del diavolo?

“Il più grande errore moderno non è l’annuncio della morte di Dio, ma l’essere persuasi della morte del diavolo”.

Nicolàs Gòmez Dàvila (1913-1994), originale pensatore colombiano, autore della frase contenuta nel libro: “In margine a un testo implicito”(edito da Adelphi), rivolge la sua critica non tanto all’autore della cosiddetta “morte di Dio”, Friedrich Nietzsche (1844-1900), ma piuttosto al mondo moderno ateo e relativista, che non sa più cogliere il significato religioso ed il primato di Dio. Attraverso aforismi illuminanti e paradossi, il filosofo colombiano ci ammonisce dello stato precario in cui versa la società odierna, incapace di leggere dentro (intelligere) gli avvenimenti e di comprendere la necessità del posto di Dio nel mondo, come condensato in questa eloquente frase: “La religione non è nata dall’esigenza di assicurare solidarietà sociale, come le cattedrali non sono state edificate per incentivare il turismo”. La presunta libertà

Referendum? Astensione!

Al referendum voluto dalle sinistre vetero e neo comuniste e stataliste non si deve andare. Con l'astensione si garantisce il meglio e il fallimento del progetto neocomunista di uno stato balia tirannico e onnipresente.

Un radicatissimo pregiudizio nei confronti della concorrenza induce a ritenere che i servizi (e massimamente quelli di prima necessità) siano - per garantire i meno abbienti - prerogativa assoluta dello Stato. Ma è proprio il monopolio dello Stato (o dei suoi prolungamenti) a determinare servizi scadenti e più costosi oneri. Conseguenze, queste, che pesano soprattutto sui più poveri.
L'isteria della sinistra negli scorsi decenni ha ostacolato in ogni modo (e in Italia addirittura impedito) il ricorso al nucleare per la produzione di energia.
C'è da dire che le urla rabbiose contro l'uso civile del nucleare, si trasformavano in silenzi compiaciuti quando, invece, era in questione l'uso militare o comunque spregiudicato (vedi Chernobyl 1986) del nucleare da parte degli Stati comunisti.
Per quanto riguarda l'Italia, la massiccia campagna propagandistica ha costretto i governi a rinunciare al nucleare. Questa irresponsabile scelta non ha comunque impedito né di avere centrali nulceari intorno ai confini nazionali, né di dipendere dagli Stati che con il nucleare producono a basso costo quell'energia che poi da loro l'Italia acquista ad alti prezzi.