Settarii

La mail riportata nel post sottostante a suscitato delle reazioni negative in taluni che ci hanno accusato di essere settarii perché facciamo una collana di testi di formazione sacerdotale di fedeltà integrale al Magistero e al Papa. Questo è davvero il colmo! Accusati di essere settarii perché fedeli al Papa! Questa logica rovesciata, per la quale si chiama "opinione personale" l'insegnamento del Papa, e "verità teologica" di cui tener conto la panzana ereticale di un qualsiasi Enzo Bianchi, o del prete spretato Vito Mancuso risponde davvero a quel principio diabolico dell'inversione. Hanno chiamato Belzebù nostro Signore Gesù Cristo, magari rifacendosi all'obbedienza ai sommi sacerdoti che poi ne decretarono la crocifissione, a maggior ragione perseguitano chi, come noi, aderisce in tutto e per tutto al "dolce Cristo in terra", cioè il Papa.
Riporto qui di seguito una mia risposta a una persona che ci ha mosso queste accuse.

Gentile ***,
condivido quello che afferma, che cioè cattolico significa universale e non settario.
Universale non significa tuttavia accoglienza di "ogni vento di dottrina" come lo chiama san Paolo, ma solo l'unica ed esclusiva dottrina salvifica, quella di nostro Signore Gesù Cristo, unico Salvatore del mondo, che ha fondato una sola Chiesa che ha come pietra su cui è edificata il Papa e nessun altro, nemmeno i vescovi e i cardinali. Lei ricorda infatti che quasi tutte le eresie più perniciose nel corso della storia della Chiesa sono venute da vescovi o preti
(il prete Ario, per esempio, creò la peste dell'arianesimo, Lutero poi spaccò la Chiesa in mille pezzi con l'eresia protestante). L'unica persona cui si può fare affidamento totale per quanto riguarda la dottrina salvifica è il Papa, perché a lui Gesù ha fatto una promessa in tal senso. Gli unici vescovi e preti da seguire (da punto di vista dottrinale) infatti, come sempre ha insegnato la Chiesa, sono quelli "in comunione col Papa". Il fatto che un qualsivoglia studio teologico sia convalidato da un qualsivoglia vescovo non è garanzia di molto. L'unica garanzia è la comunione dottrinale (non solo formale) col regnante Pontefice. Cosa che sta ad ogni singolo fedele -per quanto riguarda le sue scelte - responsabilmente giudicare. Non essere in comunione (dottrinale) col proprio parroco o vescovo non significa ipso facto essere in discomunione con la Chiesa. Il segno visibile della comunione infatti è con esclusiva certezza solo il Papa. Che noi seguiamo - come ha letto nella nostra mail - e amiamo e obbediamo. Perché lui e solo lui è "il dolce Cristo in terra".
Questa è l'unica "apertura della mente" lecita, questa è l'unica comunione salvifica. Il resto sono le "vie tortuose" di cui parla la Sacra Scrittura.

Con viva cordialità

Prof. Giovanni Zenone Ph.D.
Direttore
Fede & Cultura

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