L'uomo invisibile

Ero già conscio dei pericoli che avrebbe comportato una nevicata. Non potevo camminare sotto la neve, perché mi si sarebbe accumulata addosso, rivelando la mia presenza. Anche la pioggia, avvolgendomi in un involucro gocciolante, mi avrebbe trasformato in una lucida superficie vagante”.

Questa frase, apparentemente un po’ buffa, cela una profonda inquietudine: l’inquietudine di un uomo che ha perduto, oltre al corpo, la propria identità. Gli agenti atmosferici (pioggia, neve, nebbia) diventano dei potenziali nemici che possono rivelare, paradossalmente, la presenza di un’assenza. L’uomo invisibile di Herbert George Wells (1866-1946) è in realtà un capolavoro drammatico che pone al centro il dilemma della diversità e dell’alienazione umana. Molti sanno della fortuna che arrise al cinema, fin dagli anni ’30, il personaggio popolare dell’Uomo Invisibile mutuato dal romanzo di H.G.Wells, che lo pubblicò nel 1897. Conosciuto come padre della fantascienza, assieme a Jules Verne, Wells scrisse tantissime opere, alcune molto note come La macchina del tempo o L’isola del Dr. Moreau per citarne solo alcune. Nel personaggio dell’uomo invisibile (Griffin nel romanzo), Wells ci fa vedere quanto sia pateticamente vano e illusorio tentare di essere diversi da quello che si è; il ricostruirsi attraverso le sole proprie mani, contando sulle

Leone XIII in pillole

“Molto si è parlato alle folle circa quelli che sono definiti i diritti dell’uomo; che si parli loro anche dei diritti di Dio”. Questa frase appartiene al Magistero di Leone XIII, come riportata nel libro della storica Angela Pellicciari (“Leone XIII in pillole”- Editrice Fede&Cultura), la quale ha voluto scrivere un piccolo dizionario leonino attingendo alle 96 encicliche di Papa Pecci. Il pregio di questo prezioso volume sta appunto nell’aver affrontato il poderoso Magistero leonino dando un indice di temi facilmente consultabili dal lettore, con la maestria di accostarli direttamente ai documenti di Leone XIII. Nell’elenco delle voci collegate alle encicliche si possono trovare temi cari anche ai nostri giorni, come ad esempio l’educazione, la bellezza, o ancora il potere politico, la stampa, la tolleranza. Pillole di saggezza di “questo uomo di fede e di profonda devozione”, Leone XIII, come l’ha ricordato Benedetto XVI nella visita a Carpineto Romano dello scorso settembre, dove ha voluto celebrare il bicentenario della nascita di Papa Pecci. Pillole per rafforzare ancora oggi la nostra fede e la nostra ragione, per difendere la verità e l’autentica libertà. Come ha giustamente ricordato la Pellicciari nell’introduzione, Leone XIII era convinto che bisognava puntare sulla ripresa del tomismo e del diritto naturale per

Psicoanasini

Una certa psicoanalisi è il mestiere di lascivi razionalisti che riducono a cause sessuali tutto quel che esiste al mondo, salvo il loro mestiere.
(Karl Kraus, Detti e contraddetti, p. 208)

La storia è tutta una sciocchezza?

“Voi tutti ricordate – disse il Governatore – quel bellissimo e ispirato detto del nostro Ford: la storia è tutta una sciocchezza”. Agitò la mano ed era come se, con un invisibile piumino, egli avesse spazzato via un po’ di polvere.

Aldous Huxley (1894-1963) scrisse il romanzo : “Il mondo nuovo” nel 1932 (dalla quale è tratta la frase sopracitata) suscitando, soprattutto nel mondo anglosassone, un ampio dibattito sul significato di questa visione del mondo, definita anche utopia negativa o contro-utopia. Se, infatti, il desiderio umano può aspirare a voler contribuire a realizzare una società ideale (utopica), lo scrittore inglese gli contrappone un modello sociale nel quale temerne la realizzazione, appunto un’utopia negativa. Nel 1958, attraverso una raccolta di saggi intitolata: “Ritorno al mondo nuovo”, Huxley andò a verificare quanto quella contro-utopia