Principio di non discriminazione?

Terrence McKeegan, battagliero Vice-Presidente del Catholic Family & Human Rights Institute
(C-FAM) con sede negli Stati Uniti, ha firmato lo scorso 30 dicembre un interessante articolo dove evidenzia e stigmatizza i tentativi da parte dell’Unione Europea di orientare in senso non discriminante i rapporti con i Paesi in via di sviluppo, volendo aggiungere ai trattati esistenti delle indicazioni riguardanti “l’orientamento sessuale”.
La C-FAM, di cui McKeegan è anche Direttore del Centro di Studi Legali, ha come mission la difesa della vita e della famiglia presso le istituzioni internazionali e la pubblicizzazione del dibattito attorno ai principi non negoziabili. Nel promuovere la dignità della persona e la società naturale familiare non ha potuto non denunciare la forte pressione esercitata dall’Unione Europea su sessantanove Paesi in via di sviluppo, comprendenti Stati dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico (denominati ACP). Tale insistente richiesta si
 inseriva nella revisione dell’accordo quinquennale tra le parti (UE e ACP). L’UE ha cercato così di inserire il termine “orientamento sessuale” come categoria di non-discriminazione, attuando di fatto – come ha rilevato l’articolista- l’agenda omosessuale sui Paesi in via di sviluppo.
Alla fine di ottobre il Segretario Generale dell’Assemblea Parlamentare ACP ha espresso, in una lettera rivolta al Parlamento Europeo, il rammarico di vedersi imporre valori non solo non condivisi, ma anche irrispettosi per le differenze sociali e culturali delle due parti. In risposta alla lettera dai contenuti molto forti espressi dall’ACP, alcuni membri del Parlamento Europeo, nel mese di dicembre, hanno rilasciato una dichiarazione provocatoria con la quale si ricordava il sostegno dato per l’inserimento dell’orientamento sessuale nel trattato di Amsterdam. Sempre nello stesso mese di dicembre 2010, il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione con la quale “l’UE ricorda all’Africa di essere responsabile di oltre la metà degli aiuti allo sviluppo e di essere il più importante partner commerciale dell’Africa”. Alla fine di dicembre scorso gli Stati Uniti, con il sostegno dell’Unione Europea, hanno reintrodotto il termine “orientamento sessuale” in una risoluzione dell’Assemblea Generale dell’ONU.
McKeegan, co-autore del Libro Bianco “Lo Sviluppo del Millennio alla luce dell’insegnamento della dottrina sociale cattolica”, ha inteso così denunciare una strategia perversa per codificare l’orientamento sessuale e l’identità di genere negli accordi legali internazionali, come ad esempio quelli tra UE e ACP.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Pazzesco! 69 paesi? 69?
Ma quanti iscritti ha questo comitato?

VanDeAno ha detto...

niente più commenti, nessuno interessato? nessuno con cui scambiare riflessioni? peccato, forse questo sito sta morendo....

Anonimo ha detto...

allora ammiriamo l'iran o il sudan in cui gli omosessuali vengono ammazzati in pubblica piazza.

voi del blog mi fate pena e rabbia. VERGOGNATEVI!