Dal bambino non nato

Dal bambino non nato…

Se ci fossero alti tronchi d'albero e ciuffi d'erba bassa,
come nella fantasia di certe fiabe,
e se più oltre si scorgesse a tratti un mare blu
a rompere la pallida linea dell'orizzonte,

se ci fosse una palla di fuoco appesa in aria
a riscaldarmi durante il giorno,
e se una folta chioma verde ondeggiasse sulle valli,
là saprei cosa fare.

Me ne sto nel buio: sognando che esistano
grandi occhi severi o gentili,
e strade storte e porte silenziose,
e uomini vivi dietro ad esse.

Che venga la bufera: meglio un'ora,
e poter piangere e combattere,
piuttosto che questo infinito vuoto
a misurare l'impero della notte.

Penso che se mi permettessero
di stare in quel mondo
sarei buono per un tempo pari
a questo lungo giorno nel regno delle fate.

Non udrebbero da me una sola parola
di egoismo o disprezzo,
se solo riuscissi a trovare la porta,
se solo nascessi.

(Poesia di Gilbert Keith Chesterton, traduzione di Annalisa Teggi)

dal sito www.chesterton.it

Il piacere

Oh quanto un piacere dell'anima è migliore infinitamente che tutti i piaceri del corpo.
Antonio Rosmini, Lettera a Niccolò Tommaseo, 6 agosto 1823, in G.B. Pagani - G. Rossi, Vita di Antonio Rosmini, p. 282) 

Proprietà delle parole

La proprietà delle parole strettamente conservata è l'unico mezzo alla chiarezza delle idee, a fissarle, a concordarle. Di questa proprietà fu sottilissimo investigatore e fermissimo assertore S. Tommaso.
(Antonio Rosmini, in G.B. Pagani - G. Rossi, Vita di Antonio Rosmini, p. 274)  

Diffidare di quelli che "sono in ricerca"

Il primo de’ nostri doveri si è l’amore della verità, e la fede in essa. La verità è Dio. Amar Dio ed amare la verità sono la stessa cosa. Invigorisciti, o amico, a volere la verità, a non lasciarti abbagliare dalla falsa eloquenza di que’ melanconici e rabbiosi sofisti che s’industriano a gettar dubbi sconfortanti sopra ogni cosa.
(Silvio Pellico, Dei doveri degli uomini, Fede & Cultura, p. 11)

Omicidio per motivi razziali. E nessuno dice niente

A Trento, come in tante città d’Italia, venire concepiti è sempre più un rischio ed una colpa. Che si paga con la morte. Ne hanno parlato anche i quotidiani nazionali. Una giovane ragazza trentina di sedici anni, incinta, è stata spinta dai genitori ad abortire. Nonostante fosse fortemente determinata a tenere il bambino. Nonostante fosse, secondo i quotidiani locali, molto “innamorata” del suo fidanzato.
I genitori sono addirittura ricorsi al Tribunale dei Minori, affinché l’eliminazione cruenta del nipote fosse ingiunta dall’autorità. Imposta con la violenza.
Dopo aver resistito con le unghie e con i denti, la povera ragazza, è capitolata e “ha deciso”, non certo spontaneamente, di abortire.
Innumerevoli sono le riflessioni che nascono di fronte ad un simile fatto drammatico.
Partiamo dalla meno importante: quel figlio è stato ucciso anche perché i suoi nonni non potevano accettare il fidanzato della figlia. Un ragazzo albanese. “Omicidio per motivi razziali?”, si domanderà qualcuno. Non

Lottare contro l'ingiustizia è di sinistra?

Clicca sulla copertina per info
Poiché la sinistra lotta contro l’ingiustizia e anche il Cristianesimo lotta contro l’ingiustizia, si è arrivati nel ventesimo secolo a confonderli. E non è la sinistra a creare, per lo più, questa confusione, sono i cristiani e ciò è già un indizio; se il Cristianesimo fosse sostanzialmente di sinistra, la sinistra finirebbe per accettare i cristiani, non fosse altro che per occasione, per tattica, per eccezione.
Sinistra e Cristianesimo lottano entrambi contro l’ingiustizia e talvolta anche contro la stessa ingiustizia, ma mai nella stessa maniera; mai salvo contaminazione del metodo cristiano con quello della sinistra. I due sistemi non possono, d’altronde, associarsi in quanto essi non sono né paralleli né convergenti; essi sono in verità contrari. La sinistra combatte l’ingiustizia mediante la ribellione delle vittime, il Cristianesimo combatte l’ingiustizia mediante la conversione dei peccatori. Questi due metodi si escludono sempre in diritto e spesso in fatto.
(Jean Madiran, La destra e la sinistra, Fede & Cultura, pp. 33-34)

L'azione del maligno

Clicca sulla copertina per info e acquisti
Dal maggiore esorcista italiano ed esperti del settore un libro rivelazione sull’azione del diavolo e su come contrastarla efficacemente. C’è diversità tra le manifestazioni dovute all’azione del maligno e i soli problemi psicologici, episodi avvenuti durante terapie di liberazione tramite esorcismi e tramite preghiere di liberazione: questo libro di approfondimento medico, pratico, biblico, antropologico, è una panacea per coloro che vogliono capire meglio come portare il Regno di Dio nel mondo attraverso l’insegnamento di Gesù liberatore e redentore.
Un libro bellissimo, impressionante ma pieno di pace nello stesso tempo. Cristo ha vinto il male!

Gabriele Amorth - Angela Musolesi
Tonino Cantelmi - Rinaldo Fabris
Gustavo Sànchez Ardila - Chiara Zanusi
Come riconoscerla e liberarsene

Schiavo ben pasciuto

Come uno schiavo ben pasciuto, l'uomo contemporaneo ha accettato una definizione che ha drasticamente ridotto il valore della sua vita. Ha accettato una confortevole schiavitù come fosse il suo premio. Ha dato per scontato che tutto ciò sia normale. Ma nel momento in cui la profonda ferita interna che si genera dando credito a questa bugia comincia a dolere, ecco che l'uomo è posto di fronte a una scelta. Potrà dare ascolto al dolore della ferita e imparare da ciò, o potrà alzare il volume del rumore, aumentare la velocità e la quantità di consumo per far finta di non sentirla. Se noi discepoli di Cristo ci troviamo accanto a lui nel momento di questa scelta, e se scegliamo di dare ascolto alla voce dell'anima che parla al suo cuore, dobbiamo esser pronti a parlagli del vero valore della sua vita. Non dobbiamo annuire e sorridere in modo "tollerante" se si riempie la bocca delle vecchie e trite bugie di cui è stato imbottito dalla nostra società. La nostra intolleranza verso la menzogna sarà questione di vita o d morte.
(Michael D. O'Brien, L'attesa, pp. 83-84)

Silenzio

Niente ha cambiato la natura dell'uomo più della perdita del silenzio. L'invenzione della stampa, la tecnica, l'istruzione obbligatoria: niente ha maggiormente alterato l'uomo più di questa assenza di rapporto col silenzio, questa evidenza che non è più scontato considerare il silenzio come qualcosa di naturale quanto il cielo sopra di noi e l'aria che respiriamo. L'uomo che ha perso il silenzio non ha semplicemente perso una qualità dell'essere umano, ma la sua stessa struttura complessiva ne è stata modificata.
(Max Picard, La conoscenza del tempo, cit. in Michael D. O'Brien, L'attesa, p. 69)

Funerale dello stato nazionale

(di Roberto de Mattei) Chi avrebbe mai immaginato che il 150esimo anniversario dell’unità italiana si sarebbe concluso con un pesante esproprio di sovranità nazionale? E come immaginare che il principale artefice del commissariamento del nostro Paese da parte di “poteri forti” sovranazionali sarebbe stato quello stesso presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che, più di ogni altro, si era adoperato per celebrare la nascita dello Stato nazionale italiano?
Per risolvere la situazione di “emergenza economica” in cui versa il nostro Paese, il

Presentazione di Fins Austriae

Martedì 6 dicembre Verona
Tavola rotonda sul libro di
Romana de Carli Szabados
Finis Austriæ
La santità dell’ultimo imperatore
Clicca sulla copertina per info

ed. Fede & Cultura
martedì 6 dicembre 2011 ore 17.00

Circolo Ufficiali
Corso Castelvecchio, 4 - Tel. 045 8002868 

L'arte di alleggerire le miserie e cangiarle in dolcezze

L'uomo nemico di Dio è infelice e malcontento, anche possedendo tutti i beni del mondo.
L'uomo amico di Dio è pago e contento anche in mezzo a tutti i mali del mondo.
(Antonio Rosmini, in G.B.Pagani-G.Rossi, Vita di Antonio Rosmini, Tomo 1 p. 219)

Tempi duri

Clicca sulla copertina
Anche di fronte ai grandi mali e alle miserie che affliggono il mondo, San Giovanni Calabria non si è mai lasciato prendere dal pessimismo e dalla tentazione dello sconforto, ma ha sempre visto nella santità l’unico rimedio.
Il 3 aprile 1914 scriveva a Don Luigi Pedrollo: “I tempi attuali sono brutti, bruttissimi; si va dicendo che non c’è rimedio; falso, falso, falso; il rimedio c’è ed è sicuro, infallibile: sacerdoti secondo il Cuore di Gesù, secondo il Vangelo”.
(don Gino Gatto, Il cammino di santità di don Giovanni Calabria, p. 49)

Sofisti

L'arte intiera de' quali [sofisti] consiste nel travestire cose vecchie e volgari, con molto artificio e gusto del tempo.
(Antonio Rosmini, Sulla felicità, Città Nuova ed. p. 40)

Come fossero ragionevoli

Una strana società, la nostra. Leggi assolutamente bizzarre e leggi profondamente scellerate vengono attualmente discusse in molti circoli, come se fossero opinioni ragionevoli.
(Michael D. O'Brien, L'attesa, p. 40)

Il golpe di Napolitano? Fantasie... parola di Messori

Eliminato in fretta e furia il governo legittimamente eletto dagli italiani e sostituito da un illegittimo perché frutto di un colpo di stato perpetrato nientemeno che dal presidente comunista Napolitano, col consenso osannante della stampa e di tutti i media. In tre giorni uno sconosciuto ai più, il presidente della Trilateral Commission (massima cupola massonico-finanziaria mondiale) Mario Monti, nonché membro del Bilderberg Group (sempre massimi livelli della cupola massonico-finanziaria) diventa senatore a vita e primo ministro, formando un governo scelto da poteri estranei alla democrazia (che per quanto sia la peggior forma di governo è quella vigente, o almeno dovrebbe esserlo...). Per fortuna Vittorio Messori ci spiega che i poteri forti non esistono, che il complotto non c'è... Fa niente che da secoli la Chiesa invece lo affermi, denunciando proprio la Massoneria. Per una critica più argomentata e documentata si legga Riscossa Cristiana.

Diritto o delitto?


Lo spacciano per una conquista sociale di civiltà (Prodi). Guardate se e quanto sia vero... Per informarsi meglio:
   


Liturgia

"In genere chi commette abusi è incline all'ecumenismo".
(Mons. Nicola Bux*)

*"La Sacrosantum concilium e la sua esecuzione post-conciliare, dagli adattamenti all'inosservanza dello ius divinum nella liturgia" in "Concilio ecumenico Vaticano II - Un concilio pastorale. analisi storico-filosofico-teologica" a cura di P. Stefano M. Manelli FI e P. Serafino M. Lanzetta, Casa Mariana editrice 2011, p. 256

Un eresiarca al Concilio

Clicca sulla copertina per info
Prima condannato dal Sant'Uffizio, poi non si sa come e perché ripescato dal fango e divenuto perito del Concilio Vaticano II, Karl Rahner è ormai unanimemente riconosciuto dal mondo cattolico (autentico) come il maggior eresiarca del secolo ventesimo. Ciononostante la sua influenza è ancora quasi assoluta nelle accademie cattoliche e pontificie a motivo del prepotere dei modernisti che ancora occupano saldamente quasi tutti i posti di potere nella Chiesa. In quest'opera magistrale del beatificando Padre domenicano Tomas Tyn - morto a quarant'anni - vengono analizzati e confutati - col metodo cristallino di san Tommaso d'Aquino - tutti i punti della dottrina etica di Rahner. Un testo fondamentale della riscossa cattolica dopo cinquant'anni di prepotenza modernista.
(Giovanni Zenone)

Una che le canta chiare

Vorrei segnalarvi l'ottimo e neonato blog di Patrizia Stella (co-fondatrice di Fede & Cultura) nel quale trovate una che le canta davvero chiare e senza peli sulla lingua. Cattolicesimo autentico allo stato solido e politicamente scorretto. Peccato che quelli "aperti intellettualmente" non leggano mai se non il veleno come Repubblica e non si abbeverino mai a fonti pure come questa...

Contro Budda: anticipazione de Il Foglio

Non tutto il male viene per nuocere, perfino la ripugnante pubblicità Benetton può servire a qualcosa. A fare chiarezza sul buddismo, ad esempio. La maldestra operazione Bacio-in-bocca, che lanciando liquame sul Papa ha finito, per l’improvviso mutare del vento, col farlo ricadere su maglioni che già avevano i loro problemi, secondo il comunicato dell’azienda origina da una frase del Sutta Pitaka, testo religioso buddista (Alessandro Benetton è uno dei tanti ricchi a cui piace rivestire il proprio desolante nichilismo occidentale con gli affascinanti panneggi del nichilismo orientale). Per saperne di più qualcuno sarebbe andato a guardare Wikipedia, io invece dispongo di un buddologo personale e mi sono rivolto a lui. Roberto Dal Bosco, che l’anno prossimo pubblicherà con Fede & Cultura un interessantissimo libro sulle

Governo fantoccio creato dai colpevoli del disastro

Il male fisico e il castigo


Clicca sulla copertina
Il male è un grandissimo problema, filosofico, teologico ed esistenziale. E' per tanti aspetti un mistero, che il cristiano vive alla luce di Cristo e della sua scelta di abbracciare la croce. Più che comprendere possiamo capire con l'esperienza. Quella che forse abbiamo in tanti: l'amico malato, fisicamente meno fortunato di noi, che ha una vitalità e una gioia di vivere che superano di gran lunga quella dei celebri, ricchi, e belli attori di Hollywood... Detto questo, ho provato a parlare brevemente del problema male-Dio, senza nessuna presunzione di completezza, partendo dall'ultimo libro di Roberto de Mattei:

Esce in questi giorni, per i tipi di “Fede & Cultura”, un testo intitolato Il mistero del male e i castighi di Dio” che ha per tema le famose catechesi sul male di Roberto de Mattei a radio Maria. Il libro consta

La Messa negata

La Diocesi di Bergamo non ha consentito la celebrazione della S. Messa in rito gregoriano
in occasione del funerale del padre di Alessandro Gnocchi.

di Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro

Qui si parla di un fatto personale, ma il lettore non tema importune ondate emotive. Il vantaggio di lavorare in due è che uno racconta quanto gli è accaduto e l’altro ci mette le opinioni, così si salvaguarda il necessario distacco professionale.

Il fatto
Ci fosse stato il Peppone di Guareschi, mio padre avrebbe compiuto l’ultimo viaggio con la sua Messa, quella in latino ricamata di Oremus, Dominusvobiscum e Kyrieleison splendidi e secolari. Ma ci voleva giusto quel Peppone che, infischiandosene del consiglio comunale al completo, in piena Repubblica, come capo dei comunisti ordinò di portare al cimitero la vecchia maestra del paese nella bara coperta dalla sua bandiera, quella ricamata con lo stemma del re.
Purtroppo, mio padre non ha avuto la fortuna di morire sotto l’amministrazione del comunista Giuseppe Bottazzi. Mio padre è morto nella bianca e cattolica terra bergamasca, parrocchia di Sant’Andrea apostolo in Villa d’Adda. E così si è imbattuto in un certo don Diego, il quale non ha

Ecumenismo

Il progetto dell'ecumenismo-relativismo di cui è gravida (per via adulterina) la Chiesa, è già tutto esplicitamente progettato in questa frase di Melchiorre Gioia, prete nel 1793 che - come Vito Mancuso - dopo aver abbracciato l'ideologia rivoluzionaria, ben presto aveva abbandonato l'abito ecclesiastico, pur continuando a fare il "teologo", ovvero l'eretico che demolisce tutte le verità e la morale in spregio a Cristo, alla Chiesa e all'umanità. Va notato il fatto che la cattiva fede, la volontà di fare il male e di spargere l'errore dell'eresia non è dovuto semplicemente al fatto che costui - e con lui i moderni ecumenici - non sapesse, si ingannasse o altra scusa morale, ma era (ed è) proprio cattiva fede. Qualcosa, insomma, che attiene alla sfera della cosciente malvagità, il cui padre e ispiratore sappiamo bene chi sia.

"Conviene far credere che l'uomo possa essere buon cristiano anche senza essere cattolico; e  di questi buoni cristiani giova servirsi come d'una autorità per spargere degli utili errori contro la fede"
Melchiorre Gioia (in Antonio Rosmini, Sulla felicità, Città Nuova 2011, p. 270)

Giovanni Zenone

Assassinio della Cattedrale

Venerdì 11 novembre a Reggio Emilia è stato presentato il volume della nostra Biblioteca Rosmini "Assassinio della Cattedrale" dell'Arch. Stefano Maccarini Foscolo. Era presente l'Autore, il giornalista Andrea Zambrano e il nostro Direttore Prof. Giovanni Zenone Ph.D. La bellissima sala del Capitano finemente affrescata dell'Hotel Posta era stracolma di persone. Il prof. Zenone ha messo in evidenza come la crescente protestantizzazione della Chiesa Cattolica ha portato al paradosso che si scarti a priori il Magistero del Papa in favore delle mode umorali di teologi, vescovi o preti in odor di eresia e che hanno fatto del loro pulpito il megafono del dissenso contro il Papa, il "dolce Cristo in terra", come lo chiamava Santa Caterina da Siena. Persone ecclesiastiche che preferiscono la Costituzione italiana alla nostra vera

La dittatura giacobina dei “poteri forti”. Ci sarà una nuova “Vandea”?

(di Roberto de Mattei - Corrispondenza Romana) Le vicende italiane ed estere dell’anno che si conclude rendono sempre più evidente la presenza di “poteri forti”, come oggi si usa dire, che operano dietro le quinte della scena internazionale. Un tempo questi poteri venivano chiamati “forze occulte”. Oggi essi non hanno bisogno di nascondersi: mostrano il loro volto, e dialogano e interferiscono con le istituzioni politiche.
Uno dei principali centri di potere è la Banca Centrale Europea (BCE), con sede a Francoforte, un organismo di carattere privato, con propria personalità giuridica, incaricato dell’attuazione della politica monetaria per i diciassette paesi dell’Unione europea che aderiscono all’ “area dell’euro”. La BCE, ideata dal Trattato di Maastricht del 7 febbraio 1992 e istituita  il 1º giugno 1998, ha assunto, di fatto, la guida della politica non solo monetaria, ma economica  e sociale europea, espropriando progressivamente gli Stati nazionali della loro sovranità in questo campo.
In una lettera inviata al presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi il 5 agosto 2011, Mario Draghi

Chi ha assassinato la Cattedrale di Reggio Emilia?

Venerdì 11 NOVEMBRE 2011 ore 21.00
Sala del Capitano - Hotel posta - Piazza Del Monte, 3 - REGGIO EMILIA
presentazione del libro
ASSASSINIO DELLA CATTEDRALE
di Stefano Maccarini Foscolo
Clicca sulla copertina
con la partecipazione di
Andrea Zambrano - caposervizio del Giornale di Reggio
e collaboratore del giornale on line "labussolaquotidiana.it"
Giovanni Zenone - direttore editoriale di "Fede & Cultura"
e dell'autore - Stefano Maccarini Foscolo

per informazioni:
info@soscattedrale.re.it / http://www.soscattedrale.re.it / 342-3207911

Il male fisico e il castigo


da Il Foglio, 3/11/2011 di Francesco Agnoli
Il male è un grandissimo problema, filosofico, teologico ed esistenziale. E' per tanti aspetti un mistero, che il cristiano vive alla luce di Cristo e della sua scelta di abbracciare la croce. Più che comprendere possiamo capire con l'esperienza. Quella che forse abbiamo in tanti: l'amico malato, fisicamente meno fortunato di noi, che ha una vitalità e una gioia di vivere che superano di gran lunga quella dei celebri, ricchi, e belli attori di Hollywood...Detto questo, ho provato a parlare brevemente del problema male-Dio, senza nessuna presunzione di completezza, partendo dall'ultimo libro di Roberto de Mattei:

Esce in questi giorni, per i tipi di “Fede & Cultura”, un testo intitolato Il mistero del male e i castighi di Dio” che ha per tema le famose catechesi sul male di Roberto de Mattei a radio Maria. Il libro consta non solo degli interventi del celebre storico, ma anche degli articoli scritti da alcune personalità cattoliche proprio in seguito al divampare della polemica. Sto parlando di padre Serafino

Cattolici

Di fronte a pochi che ci hanno disapprovato per l'iniziativa di una collana di formazione teologica per candidati al sacerdozio che sia autenticamente cattolica, molti ci hanno ringraziato e incoraggiato.
Riportiamo qualche stralcio di mail ricevute.


Venga il tuo Regno!

Stimato Giovanni,
ringrazio per la sua e-mail. Sono felice d’aver avuto don Mauro Gagliardi come professore, come direttore della mia tesina di teologia e, al presente, come direttore della mia tesina di filosofia. Ho inoltrato il suo messaggio al rettore di questo Collegio, P. M. Á. L., LC, per l’approvazione dell'aqcuisto.
Grazie per far riferimento nel suo messaggio a santa Caterina da Siena, alla quale

Settarii

La mail riportata nel post sottostante a suscitato delle reazioni negative in taluni che ci hanno accusato di essere settarii perché facciamo una collana di testi di formazione sacerdotale di fedeltà integrale al Magistero e al Papa. Questo è davvero il colmo! Accusati di essere settarii perché fedeli al Papa! Questa logica rovesciata, per la quale si chiama "opinione personale" l'insegnamento del Papa, e "verità teologica" di cui tener conto la panzana ereticale di un qualsiasi Enzo Bianchi, o del prete spretato Vito Mancuso risponde davvero a quel principio diabolico dell'inversione. Hanno chiamato Belzebù nostro Signore Gesù Cristo, magari rifacendosi all'obbedienza ai sommi sacerdoti che poi ne decretarono la crocifissione, a maggior ragione perseguitano chi, come noi, aderisce in tutto e per tutto al "dolce Cristo in terra", cioè il Papa.
Riporto qui di seguito una mia risposta a una persona che ci ha mosso queste accuse.

Gentile ***,
condivido quello che afferma, che cioè cattolico significa universale e non settario.
Universale non significa tuttavia accoglienza di "ogni vento di dottrina" come lo chiama san Paolo, ma solo l'unica ed esclusiva dottrina salvifica, quella di nostro Signore Gesù Cristo, unico Salvatore del mondo, che ha fondato una sola Chiesa che ha come pietra su cui è edificata il Papa e nessun altro, nemmeno i vescovi e i cardinali. Lei ricorda infatti che quasi tutte le eresie più perniciose nel corso della storia della Chiesa sono venute da vescovi o preti
Clicca sulla copertina per informazioni
Gentile Amico,
il recente incontro di Assisi ha messo purtroppo in evidenza che nella Chiesa c'è chi segue il Papa e chi invece rema contro.

Il problema più grave nella Chiesa in effetti oggi sono i sacerdoti e i vescovi che non sono in comunione con il successore di Pietro, col "dolce Cristo in terra", come lo chiamava santa Caterina da Siena.

Come fare per dare il nostro contributo e sanare questo scisma non dichiarato - ma che già Giovanni Paolo II e anche Benedetto XVI denunciano?

Possiamo fare due cose:

1) pregare per i sacerdoti e vescovi buoni perché siano

Vito Mancuso: falso teologo, vero eretico

(di Antonio Livi su La Bussola” del 02/11/2011) Il problema più grave che affligge la cultura cattolica in tutto l’Occidente è il disorientamento dottrinale provocato dal poco ascolto che i fedeli prestano al magistero ecclesiastico (quello solenne del Vaticano II e quello ordinario dei pontefici), mentre troppo ascolto viene prestato al confuso vociare dei teologi, quasi tutti legati a interessi ideologici di parte e tutti coinvolti nel conflitto tra progressisti e conservatori, pro e contro la “nuova teologia”.
Questa pretesa “nuova teologia” altro non è, in sostanza, che una riproposizione, da parte dei teologi cattolici, di quelle teorie sulla fede, sulla Trinità e sulla figura di Cristo che erano state

Intervista su Corsia dei Servi

Il sito Corsia dei Servi ha intervistato il nostro direttore Prof. Giovanni Zenone Ph.D. e ha pubblicato la sbobinatura sul sito www.corsiadeiservi.it. In essa si analizza la situazione della Chiesa e la storia e apostolato di Fede & Cultura in quest'epoca di grave sbandamento.

L'opposizione al Motu Proprio Summorum Pontificum

Si è tenuta Venerdì 7 ottobre a Roma alle 17:30 presso il Centro Russia Ecumenica Borgo Pio, 141 la presentazione del volume "L'opposizione al Motu Proprio Summorum Pontificum" di Alberto Carosa. Ha introdotto Don Sergio Mercanzin, Direttore Centro Russia Ecumenica e ha presentato l'opera Fabio Bernabei, Presidente del Centro Culturale Lepanto. Relatore è stato  Don Nicola Bux Teologo Consultore delle Congregazioni della Fede e dei Santi, nonchè dell’Ufficio per le celebrazioni pontificie. Sono intervenuti anche Sua Emin. il Cardinale Dario Castrillon Hoyos e S. Emin. il Cardinale

Karl Rahner: un eresiarca al Concilio

Anche fra i teologi di lingua tedesca è presente una reazione al prepotere quasi incontrastato dell'eresia rahneriana che dal Concilio Vaticano II in avanti spadroneggia in ambito formalmente cattolico. La nostra pubblicazione "Karl Rahner" di P. Giovanni Cavalcoli, che tanta opposizione ha subìto proprio da quei domenicani che dovrebbero essere i custodi dell'ortodossia, ha ricevuto una lunga, autorevole ed elogiativa recensione da parte della rivista Forum Katolische Teologie per mano del teologo don Manfred Hauke. La riportiamo per intero in pdf per chi sappia leggere in tedesco.
G.Z. 

Divorzio

Quando la corruzione d'un popolo arriva al suo colmo, questa corruzione spegne la coltura, ed estingue quasi l'intelligenza: in tal modo quel popolo imbrutisce, i legami sociali si sciolgono,  i famigliari si rallentano perché tali legami hanno bisogno di qualche grado d'intelligenza e di moralità per conservarsi.
(Antonio Rosmini, Sulla felicità, Città Nuova ed. 2011, p. 172)

Peggio dei pedofili

Riporto la coraggiosa lettera di protesta di Paolo Deotto, Direttore di Riscossa Cristiana, contro il Sindaco di Milano che vuole indottrinare i bambini dell'asilo con favole omosessuali. Come Zapatero, peggio dei pedofili!
Giovanni Zenone - Direttore di Fede & Cultura

Egregio Signor Sindaco,
se quanto riportano gli organi di informazione è esatto, il Comune di Milano, da Lei presieduto, avrebbe intenzione di introdurre negli asili comunali, come testo di lettura, il libro illustrato “Piccolo Uovo”, che presenta, sotto forma di fiaba, grossolane e gravissime falsificazioni, asserendo l'esistenza di “diversi tipi” di famiglie. Vi sarebbero così famiglie con due padri, omosessuali, ovviamente, o con due madri, i.c.s., o monogenitoriali, o (per ora, l'istruttivo libro lo concede...) con un padre e

Dio secondo i cattivi e secondo i buoni

Voi vedete mai sempre quanto è l'uom più perverso, più esagerare il timore che la Divinità ingerisce nell'uomo; e quanto è l'uom più retto e più pio, più favellarvi di soavi consolazioni, di non mendaci speranze, che deduce dal medesimo fonte.
(Antonio Rosmini, Sulla felicità, Città Nuova ed. 2011, p. 85)

Prenota il Messale Festivo Tradizionale


Caro Amico,
Oggi Le chiedo un aiuto concreto per un grande progetto. Per la fine di agosto - se Dio vuole - sarà pronta la nostra nuova edizione del Messale Festivo Tradizionale. L’unica edizione, dopo quattro anni che Papa Benedetto XVI ha liberalizzato la Santa Messa Tradizionale, che sia stata pubblicata. Questa nuova edizione dovrebbe avere la copertina in similpelle nera con imprimiture in oro, i capitelli, segnalibro, immagini tradizionali molto belle e le scritte dell’Ordinario in nero e rosso.
Per poter garantire questa qualità straordinaria ad un prezzo accessibile - che sarà di 29 euro - Le chiedo un aiuto.
Le chiedo di acquistarne 4 copie scontate per un totale di 100 euro. I volumi Le saranno recapitati, in anteprima rispetto alle librerie, senza spese di spedizione e Lei potrà far conoscere la bellezza della Liturgia Tradizionale a sacerdoti o Vescovi che non aspettano altro che laici di buona volontà e ferma decisione in favore della Liturgia di sempre, la Liturgia dei Santi!
Se Le è possibile comperi anche più copie oppure dia un contributo generoso per la pubblicazione di questa grande opera. E avessimo solo 1600 euro in più potremmo addirittura mettere il taglio oro delle pagine!
Ci pensi!

Che il Signore La ricompensi col centuplo per quanto può fare per questo grande progetto ecclesiale e di santità: un’esclusiva di Fede & Cultura.

Cliccando sulla copertina del Messale trova il bottone per fare l’acquisto, oppure un bottone per fare una donazione per la pubblicazione del Messale Festivo Tradizionale. Può anche fare un bonifico all’iban IT59T0200811723000040977857 intestato Fede & Cultura oppure un versamento sul conto corrente postale n. 83065748, sempre intestato a Fede & Cultura (scarica qui il bollettino)

Un anno in Libreria Fede & Cultura OGGI!

Questa sera venerdì 17 giugno, fra le 18 e le 20, a Verona in viale della repubblica 15 (Quartiere Borgo Trento) si festeggerà la prima libreria cattolica Fede & Cultura di Verona. Sarà presente Mons. Gino Oliosi e don Ferdinando Rancan. Benedizione dell'apostolato di Fede & Cultura, consacrazione pubblica al Cuore Immacolato di Maria con la formula di Fatima, vino Lugana e pizza per i convenuti.

Sconto del 30% solo questa sera e solo per i convenuti su tutti i libri editi da Fede & Cultura.

Vi aspetto numerosi!

Morte del diavolo?

“Il più grande errore moderno non è l’annuncio della morte di Dio, ma l’essere persuasi della morte del diavolo”.

Nicolàs Gòmez Dàvila (1913-1994), originale pensatore colombiano, autore della frase contenuta nel libro: “In margine a un testo implicito”(edito da Adelphi), rivolge la sua critica non tanto all’autore della cosiddetta “morte di Dio”, Friedrich Nietzsche (1844-1900), ma piuttosto al mondo moderno ateo e relativista, che non sa più cogliere il significato religioso ed il primato di Dio. Attraverso aforismi illuminanti e paradossi, il filosofo colombiano ci ammonisce dello stato precario in cui versa la società odierna, incapace di leggere dentro (intelligere) gli avvenimenti e di comprendere la necessità del posto di Dio nel mondo, come condensato in questa eloquente frase: “La religione non è nata dall’esigenza di assicurare solidarietà sociale, come le cattedrali non sono state edificate per incentivare il turismo”. La presunta libertà

Referendum? Astensione!

Al referendum voluto dalle sinistre vetero e neo comuniste e stataliste non si deve andare. Con l'astensione si garantisce il meglio e il fallimento del progetto neocomunista di uno stato balia tirannico e onnipresente.

Un radicatissimo pregiudizio nei confronti della concorrenza induce a ritenere che i servizi (e massimamente quelli di prima necessità) siano - per garantire i meno abbienti - prerogativa assoluta dello Stato. Ma è proprio il monopolio dello Stato (o dei suoi prolungamenti) a determinare servizi scadenti e più costosi oneri. Conseguenze, queste, che pesano soprattutto sui più poveri.
L'isteria della sinistra negli scorsi decenni ha ostacolato in ogni modo (e in Italia addirittura impedito) il ricorso al nucleare per la produzione di energia.
C'è da dire che le urla rabbiose contro l'uso civile del nucleare, si trasformavano in silenzi compiaciuti quando, invece, era in questione l'uso militare o comunque spregiudicato (vedi Chernobyl 1986) del nucleare da parte degli Stati comunisti.
Per quanto riguarda l'Italia, la massiccia campagna propagandistica ha costretto i governi a rinunciare al nucleare. Questa irresponsabile scelta non ha comunque impedito né di avere centrali nulceari intorno ai confini nazionali, né di dipendere dagli Stati che con il nucleare producono a basso costo quell'energia che poi da loro l'Italia acquista ad alti prezzi.

Fede & Cultura premiata dal Mevd alla prima marcia nazionale per la Vita


Sabato 28 maggio numerose famiglie, religiosi e sacerdoti da diverse parti d’Italia (da Trento a Roma, da Trieste a Torino, da Genova a Verona, da Milano a Firenze e da tante altre città) si sono ritrovate in Piazza Malvezzi davanti al Duomo di Desenzano per manifestare insieme per la Vita, contro la “cultura della morte” disgregatrice della nostra società. Lungo il percorso, in gran parte snodato attraverso stradine di campagna, si è proceduto marciando e gustando, allo stesso tempo, pregevoli scorci suggestivi dell’incantevole lago di Garda, resi ancor più limpidi dal fortunale abbattutosi in quei luoghi lacustri il giorno precedente. Anche la temperatura era assai gradevole, così come la lunga carovana di persone che liberamente ha marciato, pregato e cantato fino alla splendida Abbazia benedettina di Maguzzano (ora retta dai Servi della Divina Provvidenza di San Giovanni Calabria). Una manifestazione riuscita soprattutto per la partecipazione popolare che, in modo semplice ma al contempo fiero, ha inneggiato alla Vita, spronando ad accoglierla ed a custodirla come un prezioso dono del Signore. Una carrellata di stendardi, manifesti spontanei, palloncini colorati (a ricordare ogni bambino non nato) di diverse associazioni, gruppi, movimenti, per testimoniare la sacralità della Vita, la sua irriducibile dignità, la sua indisponibilità. Dopo il pranzo al sacco, consumato nell’ampia area verde o sotto le fronde di alberi secolari dell’Abbazia, si sono tenute nel primo pomeriggio due interessanti tavole rotonde che hanno visto la partecipazione attenta di un folto e variegato pubblico, accorso in un numero imprevisto, superiore alle attese degli organizzatori (Associazione Famiglia Domani e il Mevd-Movimento Europeo Difesa Vita, il cui Presidente, Francesco Agnoli, è stato più volte menzionato e ringraziato per l’impegno profuso pro-life).
Nella prima tavola rotonda, moderata brillantemente da Virginia Coda Nunziante (Famiglia Domani), il Dr. Antonio Oriente, ginecologo siciliano, ha testimoniato la sua toccante esperienza personale di dolorosa conversione che l’ha condotto, dopo aver procurato migliaia di aborti, ad un impegno totale a sostegno della Vita. “La lotta per la vita – ha sostenuto il medico- ha necessità di operai; non dobbiamo abbandonare la vita”. “Mai più morte fino alla morte!” ha esclamato in modo commovente l’illustre ginecologo, che dopo lunghi anni a bistrattare la vita, lui e la moglie Carmela “hanno trovato il Signore”, il Signore della Vita. Successivamente ha preso la parola il Prof. Mario Palmaro, filosofo del diritto presso l’Università Europea di Roma, che ha ribadito che il popolo della vita, come quello adunatosi in questa memorabile occasione, è il popolo dei semplici. Presidente del Comitato “Verità e Vita”, Palmaro ha richiamato alla semplicità della Verità, accostandola alla semplicità e verità della manifestazione in corso. Senza tuttavia perdere il profondo senso della realtà delle cose, ha sottolineato che siamo in un campo di battaglia, schierati a difesa della vita innocente, in prima linea per denunciare con vigore che “uccidere un bambino è un omicidio”. Difesa della vita nascente che si collega a quella della vita morente. Palmaro ha invitato tutti “a non mimetizzarsi con questo mondo,marcando con forza la propria identità contro la cultura della morte”. Ha sostenuto ancora l’importanza dell’ortodossia, da approfondire, da difendere, da testimoniare, chiarendo che “l’intransigenza non è affatto mancanza di carità (come talvolta si vorrebbe far credere) ma, al contrario, è apportatrice di una grande serenità ed è una questione dalla quale dipende il futuro della nostra civiltà cristiana”. Un’ulteriore sentita testimonianza è stata quella di Don Pierino Ferrari, Presidente della Comunità Querceto di Mamré, che dal 1974 accoglie bambini disabili e malati. Il sacerdote ha ricordato che: “Tanto un uomo vale quanto sa amare” invitando tutti all’accoglienza nella Provvidenza Divina: “Chi non accoglie non sarà mai fecondo”. Accostandosi ad un brano significativo dell’Antico Testamento, Don Pierino Ferrari ha voluto farci cogliere i quattro valori indicati dalla tenda di Abramo: 1- avere cura di ogni persona; 2- nella tenda regni l’amore; 3-ognuno deve essere collegato (con l’antenna della propria coscienza formata) alla regia divina; 4- non si deve passar oltre dinanzi ad un vero bisogno (collegandosi alla parabola del Buon Samaritano).
Riprendendo un passo dell’evangelista Luca, Don Ferrari ha detto che “dobbiamo camminare verso la meta, che è l’Amore”.
In seguito ha preso la parola il Responsabile del Movimento “Con Cristo per la vita. Regina dell’Amore” di Schio, Lino Nasato, che ha letto un messaggio davvero molto sentito, che ha profondamente commosso il pubblico ed il lettore stesso. Ecco l’appello inviato, in questa felice ricorrenza a difesa della Vita, fra gli altri, anche al Presidente della Repubblica Italiana: “Signor Presidente, fermi questi orribili delitti, questo spargimento di sangue innocente. Noi anziani non abbiamo lottato abbastanza per fermare questa Legge 194. Oggi siamo qui perché l’essere genitori e nonni ci ha fatto capire che la Vita è un grande dono di Dio … Signor Presidente, non possiamo più tacere di fronte a questi misfatti. Richiami i parlamentari a cambiare questa Legge … Da nonno, quanto bello è ricevere una carezza dal nipotino o un sorriso o giocare con lui. Da genitori non si poteva gustare tutto questo, perché impegnati nel troppo lavoro. Signor Presidente, anche Lei avrà ricevuto queste tenere carezze; non dovranno mai mancare, ma se continuiamo in questa strada di morte, Cristo ci leverà questa gioia. Sarà la fine di tutto, Signor Presidente. I giovani non sorridono più, a causa della Legge sul divorzio. Cosa abbiamo combinato noi, di una certa età, in quel tempo in cui abbiamo approvato quelle Leggi sul divorzio e sull’aborto!!! Tutto per il nostro egoismo!!! Ci dobbiamo inginocchiare e dobbiamo domandare perdono a Dio. Tra non molto, se non cambierà il nostro animo, arriverà la Legge sull’eutanasia … Se non abbiamo fede, che cosa porteremo nelle nostre mani, se non abbiamo fatto nulla per la Vita? Però, se abbiamo testimoniato e combattuto per questi valori, avremo questi piccoli martiri in Cielo che testimonieranno a nostro favore. Signor Presidente, coraggio! Si consacri a Maria. Le verrà data una grande gioia …”.
Nella sosta tra la prima e la seconda tavola rotonda pomeridiana, è stato fatto un collegamento all’aperto con Cuba, dove si è potuto sentire la voce vibrante del medico cattolico Oscar Elias Biscet, imprigionato dal regime comunista di Fidel Castro per aver denunciato la violazione dei diritti umani, in primis l’alto tasso abortivo di Cuba. Di questo cattolico pro-life perseguitato sono state riprodotte delle magliette con la sua effigie, che si potevano acquistare presso il banco libri tenuto dalla Editrice Fede & Cultura, oppure anche reperibili presso il sito: www.fedecultura.com.
Nella seconda sessione pomeridiana il ruolo di moderatrice è stato assunto dall’insegnante Marisa Orecchia (FederVita Piemonte) che con piglio vivace e autorevole ha presentato uno dei più illustri promotori dello storico Movimento per la Vita italiano, il Dr. Silvio Ghielmi, il quale, con una incisiva relazione, ha ricordato i gloriosi nomi dei sostenitori pro-life italiani, dei quali, purtroppo, si è in parte perduta la memoria. Ha menzionato così meritoriamente Giuseppe Garrone, autore di iniziative forti come il Cassonetto della Vita (inaugurato dal famoso e grande scienziato francese Jerome Lejeune) o come il telefono S.O.S. Vita. Ha ricordato Francesco Migliori, primo Presidente del Movimento per la Vita e sostenitore della Fondazione Vita Nova nonché di innumerevoli e lodevoli iniziative, tra cui il Progetto Agata Smeralda “indirizzato- secondo le parole di Ghielmi- al sostegno di bambini poveri in Brasile con adozioni a distanza”. Anche il nome di Mario Paolo Rocchi, creatore del nome Progetto Gemma è stato doverosamente evocato. Silvio Ghielmi ha citato una importantissima data, il 7 maggio 1994, quando sulla tomba al cimitero di Mesero, Mons. Michel Schooyans, professore dell’Università Cattolica di Lovanio, grande difensore della vita a livello mondiale, celebrò la Messa per invocare la protezione di Santa Gianna Beretta Molla su quel Progetto Gemma che fece così tanto bene da raggiungere quota 1200 adozioni l’anno.
Ha concluso infine i lavori assembleari il Dr. Renzo Puccetti, scrittore e medico toscano, che ha voluto intensamente allacciarsi a quanto citato all’inizio di questo costruttivo pomeriggio: “Siamo in guerra; hanno dichiarato guerra all’uomo. Siamo chiamati a combattere contro un nuovo totalitarismo relativistico, espressivo di quella cultura della morte spesso richiamata da più parti”.
Ha incalzato in modo efficace il Dr. Puccetti (Responsabile “Scienza e Vita” di Pisa e Livorno): “Dobbiamo combattere senza lasciar sguarnito alcun fronte: da quello filosofico a quello scientifico, da quello etico a quello giuridico”. Ha ribadito ancora: “Dobbiamo batterci per leggi giuste e non dobbiamo autocensurarci. La Legge 194 è una Legge profondamente ingiusta”.
Gli interventi succedutisi sono stati ripresi da TelePace e registrati da RadioMaria.

Ci sono state infine le premiazioni per rendere omaggio a quanti si offrono per sostenere una “cultura della vita” con mezzi diversi. Sono stati quindi omaggiati di una prestigiosa targa-premio commemorativa, nell’ordine, Gianpaolo Barra, Direttore della rivista apologetica “Il Timone”, il Prof. Roberto de Mattei, Presidente della Fondazione Lepanto, Giovanni Zenone, Presidente della Casa Editrice “Fede & Cultura”, l’ostetrica Maria Pellegrini e Padre Livio Fanzaga, Direttore di Radio Maria. Sono state celebrate tre Messe, in rito ordinario e straordinario secondo le indicazioni del Motu Proprio Summorum Pontificum di Benedetto XVI a cui hanno aderito numerose persone.
I sacerdoti e religiosi che hanno celebrato e che erano a disposizione anche per le confessioni appartenevano ai Francescani dell’Immacolata ed all’Istituto del Verbo Incarnato (IVE) di Segni. Anche le suore dei rispettivi ordini erano presenti ed hanno animato con pregevoli canti le liturgie.
Da menzionare infine ed elogiare l’organizzazione di questa stupenda marcia-evento per la deliziosa scelta del luogo, per il servizio efficace di bus navetta Maguzzano-Desenzano e per lo spirito di profonda amicizia e libertà che l’hanno animato. Un popolo in cammino, in marcia … per la Vita!
Fabio Trevisan, Vice-Presidente di Fede & Cultura

Oscar Wilde


“Dimentichi che io non ho nulla di comune e che sono molto nobile. Caspita! Tutti possono avere senso comune: basta non avere fantasia. Ma io ho fantasia, perché non vedo mai le cose come sono. Le vedo sempre molto diverse da ciò che sono in realtà”.
Chi proferisce tali parole è un razzo!  Sì, un razzo famoso nella fertile immaginazione di Oscar Fingal O’Flahertie Wills Wilde (meglio conosciuto come Oscar Wilde), autore geniale non moralmente ineccepibile, che scrisse alcuni brevi racconti-fiabe per piccini e adulti, autentici capolavori letti e rappresentati pure teatralmente con grande successo come: “Il gigante egoista” o “Il principe felice”.
In quest’altra favola, meno conosciuta, dal titolo: “Il razzo famoso”, Wilde ci fa comprendere ironicamente quanto l’umile ma nel contempo potente trasfigurazione non abbia nulla a che vedere con la superbia di questo razzo famoso. La trasfigurazione infatti (Cervantes docet) non contrasta  il senso comune poiché poggia sulla realtà; la spocchiosa fantasia del razzo si contrappone invece al senso comune, ovvero a ciò che tutte le persone vedrebbero se fossero davvero libere dai pregiudizi.
La forte allusività simbolica della trasfigurazione si innesta sul reale rinvigorendolo, facendocelo “vedere” sotto altri aspetti; la “fantasia” debole del razzo orgoglioso ci impedisce persino di vedere le cose come sono. Nella grande festa pirotecnica di corte, l’unico a non saper gustare le celebrazioni di nozze tra il principe e la principessa fu esattamente quel razzo altero e saccente, quel razzo famoso!
Con incredibile maestria, Wilde ci descrive la parabola discendente (un razzo infatti dal cielo discende) di un razzo che non sapeva riconoscersi per quello che era ed a cui era destinato: “Tutti ebbero gran successo tranne il razzo. Era così umido di lacrime che non potè incendiarsi. Ciò che di migliore c’era in lui era la polvere, ma era così bagnata che non prese fuoco”. Notevoli sono i rimandi evangelici nell’opera di Wilde, autore che fu cresciuto cristianamente e che, nonostante le varie vicissitudini esistenziali, spirò pure assistito dai Sacramenti cristiani. L’accostamento alle Ceneri quaresimali (ciò che di migliore c’era in lui era la polvere) ed al senso e alla fierezza dell’umiltà cristiana (era così umido di lacrime che non potè incendiarsi) sono davvero prodigiose e meritano un ulteriore approfondimento. Quel razzo superbo e inutile viene gettato così, come nella Geenna, nello stagno melmoso; ma la pervicace ostentazione di quel razzo non ha limiti, come ce lo descrive umoristicamente Wilde: “E cadde nella melma. Non è molto comodo qui – osservò il razzo- ma senza dubbio è una stazione termale alla moda dove mi hanno mandato per ristabilirmi in salute. Ho i nervi scossi e ho bisogno di riposo”. L’autoreferenzialità ed il solipsismo di quel razzo raggiunge vette che ci fanno sbellicare dalle risa: “Tengo spesso lunghe conversazioni con me stesso e sono tanto profondo che a volte non comprendo una parola di quello che dico”.
Impariamo sorridendo con Oscar Wilde e con la fine ingloriosa di quel razzo che sprofondò ancor più nel fango, meditando sulla bellezza del suo genio.

Fabio Trevisan, Vice-Presidente di Fede & Cultura

La chiamata dell'imprenditore

Guardate tutto questo entusiasmante video per gentile concessione dell'Acton Institute! La vera risposta ai problemi economici, alla povertà, allo statalismo. Un grande aiuto per capire il valore, la vocazione e la responsabilità del lavoro in proprio e della libertà. Prendetevi il tempo perchè questi 58 minuti di video possono davvero cambiare la vostra vita. Potete anche comperare il dvd all'url  https://secure.acton.org/BookShoppe/main/title.php?id=575. Per la versione con sottotitoli in italiano chiedete alla mail istitutoacton@acton.org.

Assassinato perché contro l'aborto


Negli Stati Uniti, gli abortisti militanti (riuniti sotto la sigla Pro-Choice) non fanno molte chiacchiere su quanto sia morale e progressista uccidere un bimbo nella pancia della madre.
Se non altro, si rendono conto che è tutta una questione di affari, eugenetica e misantropia.
Qui in Italia, sappiamo com’è l’andazzo: se dici che l’aborto è omicidio, sei un reazionario maschilista misogino che fa del terrorismo psicologico ecc…
Francesco Agnoli, in un articolo sulla “celebre lite tra Italo Calvino e Claudio Magris” (in occasione del referendum), ricorda una frase del celebre scrittore (Calvino, non Magris), che simboleggia tutta l’ipocrisia italiana: «Abortire non è soltanto una triste necessità, ma una decisione altamente morale da prendere in piena libertà di coscienza».
Per questo non possiamo chiamare l’aborto col suo vero nome: assassinio, omicidio, pena di morte per l’innocente.
A dire il vero non potremmo nemmeno chiamarlo aborto, ma “Interruzione Volontaria di Gravidanza”.
No, anzi, solo IVG.
Almeno in America si discute di soldi e di sangue: tutti hanno presente il racket delle cliniche abortiste, gli stipendi da nababbi di chi le dirige e la potentissima lobby che ha strappato ad un Obama appena insediato milioni di finanziamenti pubblici ai programmi della International Planned Parenthood Federation.
Questo per quanto riguarda gli affari.
Ma ho anche parlato di eugenetica. La “cultura” abortista americana nasce infatti con gli aberranti proclami di Margaret Sanger.
Tanto per farsi un’idea (citazione tratta da “Il mito del femminismo buono”, Antifeminist, 29/06/’09):
«La massa di negri, in particolare nel Sud, continua a procreare con non curanza e in modo disastroso, con il risultato che l’incremento fra i negri, ancor più che fra i bianchi, è in quella porzione di popolazione che è anche meno intelligente e adatta e meno abile a crescere in modo adeguato i figli».
Il disgusto ci impedisce di continuare: trovate tutto il resto in una biografia disponibile gratuitamente online (in inglese): Killer Angel. A Biography of Planned Parenthood’s Founder Margaret Sanger.
Veniamo al terzo punto: la misantropia.
Ecco alcuni slogan che potete trovare alle manifestazioni abortiste (foto tratte da Zombietime):
- «Stop Breedings» (Basta fare figli)
- «Many more must die!» (Devono creparne molti altri!)
- «Kill your kids, motherfuckers» e «Abort more christians» (Uccidete i vostri figli, bastardi; Abortite più cristiani)
- «Human loss of life is necessary!» (L’eliminazione degli umani è necessaria!)
- «I support forced sterilization for christian fundamentalists» (una leggera variante: Sostengo la sterilizzazione forzata per i fondamentalisti cristiani).

Saranno anche simpatiche provocazioni, ma solitamente la violenza (non solo verbale) degli abortisti non fa notizia. Wikipedia ha addirittura dedicato un’intera pagina alla “Anti-abortion violence”, mentre le violenze “abortiste” preferisce definirle “Pro-Choice activism”.
Per questo vogliamo qui ricordare James Pouillon, un attivista anti-aborto di 63 anni che per tutta la sua vita ha continuato incessantemente a protestare, finché un giorno qualcuno che non gradiva i suoi cartelloni gli ha sparato da una macchina in corsa. È successo poche settimane fa, nel Michigan. A questo martire dedichiamo le parole di quel ragazzaccio presbiteriano di Paul Hill: «Ho scelto di unire il mio sangue al sangue dei non-nati».
(Sì, lo so che è una citazione scandalosa, ma se la questione è scegliere tra uno dei due fondamentalismi, tanto vale tagliare la testa al toro… di Eliogabalo).
(Tratto da "Totalitarismo Totale")

Invasione

Mentre Francia, Spagna e Malta hanno imposto il divieto assoluto di far entrare qualsivoglia straniero sotto minaccia delle armi, qui in Italia, invece, stanno entrando ogni giorno migliaia di rifugiati, profughi, clandestini, carcerati, criminali, terroristi, povera gente…e chi lo sa! Una marea di stranieri accolti dagli applausi della sinistra come se fosse l’esercito liberatore, dalla rassegnazione di buona parte della destra, Lega compresa, e dal compromettente silenzio degli uomini di Chiesa, mentre tutto il resto della popolazione italiana, cioè la stragrande maggioranza, è costretta ad assistere impaurita e impotente all’avanzare di questa invasione inarrestabile e dalle finalità oscure solo per chi non vuole vedere.  La realtà che vogliamo sintetizzare è questa:
  1. c’è in atto una guerra tra mondo cristiano e mondo musulmano che dura da quando è nato l’Islam con Maometto, cioè dal 600 circa perché lo scopo dell’Islam è principalmente “la guerra santa” contro i cristiani per sottometterli ad Allah, come comanda il Corano; da allora, sia pure con alterne vicende, il mondo occidentale, cioè il mondo cristiano in genere, è riuscito a respingere il “nemico” che più volte minacciava di invaderlo, non per la forza numerica o il coraggio delle sue truppe, ma perché alle spalle dei combattenti, con buona pace dei miscredenti, c’era la protezione di Gesù Cristo e della Madonna che tutti i cristiani, a quel tempo, invocavano, esortati con forza anche dai loro Vescovi o dal Papa,

Verdi... di paura

Provate a fare questo giochino: chiedetevi (e chiedete a chi avete vicino) quante persone sono morte nel disastro di Chenobyl di 23 anni fa (26 aprile 1986). Naturalmente, parliamo di cifre approssimative, nessuno lo sa con certezza. Prima di proseguire nella lettura, prendete un foglietto, e scrivete il numero che avete in mente (o fatelo scrivere ai vostri amici); fatto?
Bene: a tutto il 2003 i morti accertati (da una quantità di commissioni internazionali, ONU, Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, Organizzazione Mondiale della Sanità ecc. ecc) sono esattamente 56 !!! Si, avete letto bene: cinquantasei in tutto, compresi i malati per tumori sviluppatisi in seguito.
L’ultima volta che ho fatto questo giochetto, il mio interlocutore era un giornalista, quindi uno che di notizie ci vive, e sa come manovrarle: eppure, colto a bruciapelo mi sparò “alcune centinaia di migliaia“; scommetto che anche voi avete avuto risultati analoghi. Questo è dovuto al bombardamento mediatico degli ambientalisti catastrofisti che, non potendo appoggiarsi su dati oggettivi, se ne inventano a loro piacere, dai 30-60.000 dei Verdi del Parlamento Europeo, fino alla follia di 6 milioni di morti (!) di Greenpeace. Non conta nulla che la realtà sia totalmente diversa, l’importante è esagerare, perché in questo modo si induce una distorsione nelle mappe cognitive della gente, manipolando non solo le loro emozioni (come venne fatto con i referendum del 1987) ma addirittura la loro lettura della realtà.
Purtroppo anche la maggior parte degli ecologisti e della sinistra italiana sono su quella linea, e nei prossimi giorni ne sentiremo delle belle: l’intenzione del governo di installare nuove centrali nucleari ha già avviato le polemiche, come dimostrano i titoli dei giornali odierni. Io non so se il nucleare sia conveniente, ma so che nonostante quello che si crede comunemente – come nel caso dell’aereo rispetto all’automobile -, l’atomo è di sicuro e di gran lunga la tecnologia più sicura che abbiamo per produrre energia.

(tratto da Alezeia)

Successo

“Per quello che abbiamo fatto sarei dovuto finire in galera, ma al contrario, sono finito a Hollywood”. 

Questa singolare e curiosa battuta appartiene al celeberrimo attore, regista e sceneggiatore cinematografico statunitense George Orson Welles (1915-1985) che, attraverso una trasmissione radiofonica popolare, il 30/10/1938 (aveva allora solo ventitré anni) suscitò un clamoroso ed incredibile panico tra gli ascoltatori americani facendo credere loro che fossero stati attaccati dai marziani.

Karol Wojtyla al Concilio Vaticano II

Un Karol Wojtyła inedito ma sempre affascinante: per la prima volta in Italia tutta la documentazione integrale dei suoi interventi al Concilio Vaticano II, pubblicata e commentata da un connazionale di Papa Giovanni Paolo II. Karol Wojtyła quale Padre del Concilio Vaticano II è tuttora poco conosciuto. La presente raccolta di tutti i suoi interventi al servizio del Concilio, sia orali che messi per iscritto, esposta nella seconda parte del saggio, è alla sua primissima e inedita edizione. In che modo il Concilio ha plasmato Karol Wojtyła? La sua persona ha ispirato la stesura dei documenti conciliari? La sua partecipazione attiva a un così memorabile evento ha condizionato o meno la decisione del conclave nel 1978? In che misura l’attuazione delle decisioni conciliari contraddistinse il suo pontificato? Qui troverete le risposta alle domande riguardanti i suoi grandi apporti al dibattito conciliare, per poter meglio comprendere il «fenomeno Giovanni Paolo II».
447 pagine; euro 35

L'uomo invisibile

Ero già conscio dei pericoli che avrebbe comportato una nevicata. Non potevo camminare sotto la neve, perché mi si sarebbe accumulata addosso, rivelando la mia presenza. Anche la pioggia, avvolgendomi in un involucro gocciolante, mi avrebbe trasformato in una lucida superficie vagante”.

Questa frase, apparentemente un po’ buffa, cela una profonda inquietudine: l’inquietudine di un uomo che ha perduto, oltre al corpo, la propria identità. Gli agenti atmosferici (pioggia, neve, nebbia) diventano dei potenziali nemici che possono rivelare, paradossalmente, la presenza di un’assenza. L’uomo invisibile di Herbert George Wells (1866-1946) è in realtà un capolavoro drammatico che pone al centro il dilemma della diversità e dell’alienazione umana. Molti sanno della fortuna che arrise al cinema, fin dagli anni ’30, il personaggio popolare dell’Uomo Invisibile mutuato dal romanzo di H.G.Wells, che lo pubblicò nel 1897. Conosciuto come padre della fantascienza, assieme a Jules Verne, Wells scrisse tantissime opere, alcune molto note come La macchina del tempo o L’isola del Dr. Moreau per citarne solo alcune. Nel personaggio dell’uomo invisibile (Griffin nel romanzo), Wells ci fa vedere quanto sia pateticamente vano e illusorio tentare di essere diversi da quello che si è; il ricostruirsi attraverso le sole proprie mani, contando sulle

Leone XIII in pillole

“Molto si è parlato alle folle circa quelli che sono definiti i diritti dell’uomo; che si parli loro anche dei diritti di Dio”. Questa frase appartiene al Magistero di Leone XIII, come riportata nel libro della storica Angela Pellicciari (“Leone XIII in pillole”- Editrice Fede&Cultura), la quale ha voluto scrivere un piccolo dizionario leonino attingendo alle 96 encicliche di Papa Pecci. Il pregio di questo prezioso volume sta appunto nell’aver affrontato il poderoso Magistero leonino dando un indice di temi facilmente consultabili dal lettore, con la maestria di accostarli direttamente ai documenti di Leone XIII. Nell’elenco delle voci collegate alle encicliche si possono trovare temi cari anche ai nostri giorni, come ad esempio l’educazione, la bellezza, o ancora il potere politico, la stampa, la tolleranza. Pillole di saggezza di “questo uomo di fede e di profonda devozione”, Leone XIII, come l’ha ricordato Benedetto XVI nella visita a Carpineto Romano dello scorso settembre, dove ha voluto celebrare il bicentenario della nascita di Papa Pecci. Pillole per rafforzare ancora oggi la nostra fede e la nostra ragione, per difendere la verità e l’autentica libertà. Come ha giustamente ricordato la Pellicciari nell’introduzione, Leone XIII era convinto che bisognava puntare sulla ripresa del tomismo e del diritto naturale per

Psicoanasini

Una certa psicoanalisi è il mestiere di lascivi razionalisti che riducono a cause sessuali tutto quel che esiste al mondo, salvo il loro mestiere.
(Karl Kraus, Detti e contraddetti, p. 208)

La storia è tutta una sciocchezza?

“Voi tutti ricordate – disse il Governatore – quel bellissimo e ispirato detto del nostro Ford: la storia è tutta una sciocchezza”. Agitò la mano ed era come se, con un invisibile piumino, egli avesse spazzato via un po’ di polvere.

Aldous Huxley (1894-1963) scrisse il romanzo : “Il mondo nuovo” nel 1932 (dalla quale è tratta la frase sopracitata) suscitando, soprattutto nel mondo anglosassone, un ampio dibattito sul significato di questa visione del mondo, definita anche utopia negativa o contro-utopia. Se, infatti, il desiderio umano può aspirare a voler contribuire a realizzare una società ideale (utopica), lo scrittore inglese gli contrappone un modello sociale nel quale temerne la realizzazione, appunto un’utopia negativa. Nel 1958, attraverso una raccolta di saggi intitolata: “Ritorno al mondo nuovo”, Huxley andò a verificare quanto quella contro-utopia

Principio di non discriminazione?

Terrence McKeegan, battagliero Vice-Presidente del Catholic Family & Human Rights Institute
(C-FAM) con sede negli Stati Uniti, ha firmato lo scorso 30 dicembre un interessante articolo dove evidenzia e stigmatizza i tentativi da parte dell’Unione Europea di orientare in senso non discriminante i rapporti con i Paesi in via di sviluppo, volendo aggiungere ai trattati esistenti delle indicazioni riguardanti “l’orientamento sessuale”.
La C-FAM, di cui McKeegan è anche Direttore del Centro di Studi Legali, ha come mission la difesa della vita e della famiglia presso le istituzioni internazionali e la pubblicizzazione del dibattito attorno ai principi non negoziabili. Nel promuovere la dignità della persona e la società naturale familiare non ha potuto non denunciare la forte pressione esercitata dall’Unione Europea su sessantanove Paesi in via di sviluppo, comprendenti Stati dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico (denominati ACP). Tale insistente richiesta si

L'umorismo di Dio

Molto spesso le ideologie vanno in senso diametralmente opposto a quello che ufficialmente dichiarano di seguire. In termini tecnici si chiama eterogenesi dei fini, in termini più divertenti potrebbe chiamarsi umorismo di Dio”.
Questa frase è tratta dal volume: “Il seme sepolto”(Ed. Fede & Cultura), che contiene quattro spassose commedie giudiziarie connotate da un forte spirito critico ed umoristico. L’autore, Emilio Biagini, ordinario della cattedra di Geografia all’Università di Cagliari, non è nuovo a questo genere letterario; infatti ha all’attivo un’altra opera di pièces teatrali satiriche: “Saccenti ed altri serpenti”, oltre ad altri racconti e romanzi. Nel prologo Biagini riepiloga il suo intento costruttivo ed ironico: “Poveri geografi. Per tanto tempo hanno insegnato che la terra è rotonda e non si sono mai accorti che è piatta … nel suo centro sorge il Tribunale: un austero edificio dove si cerca di portare alla luce il seme sepolto della verità”. Ecco spiegato il

Massoneria contro Berlusconi

Quest’ultimo durissimo colpo inferto a Berlusconi sembra essere il 29.mo, vale a dire che, se va a processo come per i precedenti, sarà il n. 29 e molto probabilmente si risolverà anche questo in una bolla di sapone perché mancano le prove per il reato, essendo solo accanimento mediatico.
            Non possiamo dire che il Presidente del Consiglio sia un esempio da immortalare, se non altro perché gli piacciono un po’ troppo le donne e non ne fa certo mistero, e dovrebbe essere più prudente e sobrio vista la carica che copre e visto che lo stanno spiando fin dentro la biancheria intima, però un simile, persistente odio contro un rivale politico da parte di chi non può certo vantarsi di essere innocente e puro, non si era visto a memoria d’uomo.
Dicono che Berlusconi sia massone, ma allora chi gli sta scatenando tutto questo

Libertà?

“I polmoni respirano tanto più liberamente quanto più solidamente, più intimamente sono legati agli altri organi del corpo. Se questo legame si allenta, la respirazione diventa sempre meno libera e si arresta”.

Questa curiosa ed assai stimolante frase appartiene a colui che fu chiamato “filosofo-contadino”: Gustave Thibon (1903-2001), ed è tratta dall’opera Ritorno al reale del 1940. Si potrebbe dire, sempre con l’originale pensatore francese, che l’ovvio è apportatore di straordinarie verità. Dobbiamo quindi, seguendo l’esempio dell’autodidatta vignaiolo cattolico dell’Ardèche, trarre giovamento dalle cose ovvie ed essenziali. Thibon, con il suo sano e profondo realismo cristiano, ci fa gustare il sapore della vera libertà, dopo aver precisato che non esiste per l’uomo indipendenza assoluta: “Per l’uomo esiste una dipendenza morta che lo opprime e una dipendenza viva che lo fa sbocciare; la prima di queste dipendenze è schiavitù, la seconda è libertà”. L’uomo non è libero quando fa ciò che vuole, senza