L’attacco al Papa e la sfida per i cattolici

di Antonio Gaspari
Un attacco di carattere internazionale. Mai un Pontefice aveva subito una tale raffica di critiche, insulti, condanne, minacce. La vicenda è nota. Sono emersi casi di pedofilia in alcune diocesi irlandesi, tedesche, austriache. Si tratta di vicende tristi e vergognose. In questo contesto i mass media ed gli opinionisti hanno cercato di spostare tutta la responsabilità sul Pontefice Benedetto XVI, sui trascorsi di Joseph Ratzinger come Arcivescovo di Monaco e su suo fratello Georg.
È singolare che tali virulenti attacchi siano esplosi sulla stampa mondiale proprio nel momento in cui il Papa
 sta procedendo nel suo programma di purificazione delle Diocesi di mezza Europa. Come è chiaramente scritto nella Lettera pastorale di Benedetto XVI ai cattolici d'Irlanda il Pontefice, ha chiesto perdono a nome della Chiesa alle vittime degli abusi commessi dai chierici: “Avete sofferto tremendamente e io ne sono veramente dispiaciuto. So che nulla può cancellare il male che avete sopportato. È stata tradita la vostra fiducia, e la vostra dignità è stata violata”, e si è rivolto in maniera decisa ai sacerdoti e ai religiosi che hanno abusato dei ragazzi: “Avete tradito la fiducia riposta in voi da giovani innocenti e dai loro genitori. Dovete rispondere di ciò davanti a Dio onnipotente, come pure davanti a tribunali debitamente costituiti”. La lettera in questione è un documento senza precedenti nella storia della Chiesa, ed è una conferma forte del coraggio e della determinazione del Papa nell’affrontare in maniera netta e chiara la deriva morale, culturale e spirituale che ha colpito una parte del popolo cattolico nel periodo successivo al Concilio Vaticano II.

Il problema di fondo è infatti la tolleranza ed il tipo di cultura con cui sono stati aperti i seminari a persone che mostravano evidenti problemi di carattere morale. La Chiesa non discrimina mai, è sempre aperta ad accogliere i peccatori, ma è evidente che l’opera di sostegno e indirizzo delle vocazioni al sacerdozio non può essere condizionata dalle mode del tempo. Da questo punto di vista stupisce vedere tanti attacchi a Papa Ratzinger, colui che negli ultimi 45 anni è stato il principale oppositore di quella cultura che ha favorito il disordine morale. O forse gli attacchi si spiegano proprio perché l’attuale Pontefice sta per recidere le cellule maligne che hanno infiltrato la Chiesa negli ultimi 50 anni?

A questo proposito è rilevante il commento di un uomo di Chiesa saggio, acuto e moderato qual è monsignor Giampaolo Crepaldi, già Segretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace e attuale arcivescovo di Trieste, il quale ha scritto: “Non era forse mai accaduto che la Chiesa fosse attaccata in questo modo. Alle persecuzioni nei confronti di tanti cristiani, crocefissi in senso letterale in varie parti del mondo, ai molteplici tentativi per sradicare il cristianesimo nelle società un tempo cristiane con una violenza devastatrice sul piano legislativo, educativo e del costume che non può trovare spiegazioni nel normale buon senso si aggiunge ormai da tempo un accanimento contro questo Papa, la cui grandezza provvidenziale è davanti agli occhi di tutti”.

“A questi attacchi – ha spiegato l’Arcivescovo di Trieste - fanno tristemente eco quanti non ascoltano il Papa, anche tra ecclesiastici, professori di teologia nei seminari, sacerdoti e laici. Quanti non accusano apertamente il Pontefice, ma mettono la sordina ai suoi insegnamenti, non leggono i documenti del suo magistero, scrivono e parlano sostenendo esattamente il contrario di quanto egli dice, danno vita ad iniziative pastorali e culturali, per esempio sul terreno delle bioetica oppure del dialogo ecumenico, in aperta divergenza con quanto egli insegna. Il fenomeno è molto grave in quanto anche molto diffuso”.

Secondo monsignor Crepaldi, Benedetto XVI ha dato degli insegnamenti sui “valori non negoziabili, che moltissimi cattolici minimizzano o reinterpretano e questo avviene anche da parte di teologi e commentatori di fama ospitati sulla stampa cattolica oltre che in quella laica. (…) Ha dato degli insegnamenti sulla coscienza o sulla dittatura del relativismo ma moltissimi antepongono la democrazia o la Costituzione al Vangelo. Per molti la Dominus Iesus, la Nota sui cattolici in politica del 2002, il discorso di Regensburg del 2006, la Caritas in veritate è come se non fossero mai state scritte”.

Crepaldi sostiene che “c’è una divaricazione tra i fedeli che ascoltano il Papa e quelli che non lo ascoltano” una divaricazione “che arriva fino ai settimanali diocesani e agli Istituti di scienze religiose e anima due pastorali molto diverse tra loro”. È nel contesto di questo attacco frontale al Pontefice ed alla Chiesa cattolica che va collocata la candidatura della radicale Emma Bonino nel Lazio. Ed è in questo stesso contesto che va sviluppata una nuova componente di cattolici impegnati in politica. Se si guarda l’ultima settimana di campagna elettorale, insieme agli interventi di Silvio Berlusconi e del Popolo delle libertà, si vede finalmente l’intervento chiaro ed autorevole dei vertici e dei movimenti della Chiesa cattolica.

Il presidente della Conferenza Episcopale Italiana, cardinale Angelo Bagnasco, nella sua prolusione rivolta al Consiglio Episcopale Permanente, lunedì 22 marzo ha chiaramente affermato che i cattolici non possono votare chi sostiene l’aborto e non rispetta i ‘valori non negoziabili’. Ogni parrocchia di Roma e provincia sa di non votare la Bonino. Tutte le 486 associazioni aderenti al Forum delle Associazioni familiari, hanno fatto un manifesto in difesa della famiglia naturale e sollecitato i diversi candidati a sottoscriverlo. Lo stesso ha fatto il Movimento per la Vita con i suoi 600 Centri di Aiuto alla Vita. Mobilitate anche le cento e uno associazioni che aderiscono a Scienza & Vita. È vero che molti cattolici di Roma e provincia erano caduti nelle lusinghe di Walter Veltroni, ma la vittoria della Bonino sarebbe un disastro. Le sorti della competizione elettorale dipenderanno in larga misura dalla mobilitazione dei cattolici nel centro della cristianità e ci diranno se la vittoria al referendum sulla legge 40 e la manifestazione del Family Day sono state solo due eccezioni isolate o l’inizio di un nuovo umanesimo cristiano.

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Per me Ratzinger è il miglior Papa vivente che ci sia oggi al mondo.

Anonimo ha detto...

Molto ambigua questa affermazione :-)


diggy

jacky ha detto...

jaky
più che ambigua, sciocca, e che rivela il povero spirito di chi la esprime.
Certe affermazioni "spiritose" è difficile chi vengano rivolte all'ambiente musulmano.
La carità, come si sa, è prerogativa dei soli cristiani.
Buona ùPasqua a tutti.

Anonimo ha detto...

Per forza, i musulmani non hanno un Papa.

Anonimo ha detto...

Buona ùPasqua anche a jaky.
L'invidia è una brutta bestia....

αθεόί ha detto...

di questi tempi il termine invidia è un po' abusato dai cattolici...

p.s. e non c'entra niente con i bambini