Il Concilio Vaticano II - Una storia mai scritta


Riportiamo il testo integrale della recensione di Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro sul libro Il Concilio Vaticano II. Una storia mai scritta di Roberto de Mattei, apparso in versione ridotta su “Il Foglio” del 7 dicembre e poi a seguire la recensione critica di Massimo Introvigne.

Pare strano perché è la prima volta che accade, ma, dopo decenni di vulgata progressista sul Vaticano II e il suo spirito, l’effetto è innegabilmente benefico: saliti in cima alle 632 pagine del saggio che Roberto de Mattei ha opportunamente intitolato Il Concilio Vaticano II. Una storia mai scritta, si può finalmente guardare negli occhi da pari a pari la decennale produzione sull’argomento messa in circolazione dalla scuola di Bologna. Nello studio dello storico romano ci sono documenti, metodo e criteri per misurarsi senza complessi di inferiorità con quella gioiosa macchina da guerra storiografica che, guidata prima da Giuseppe Alberigo e poi da 8Alberto Melloni, aveva prodotto fino ad oggi l’unica seria e organica ricostruzione del fenomeno conciliare. Ricostruzione tendenziosa, ideologica e persino eversiva, certo, ma fatta da gente che il mestiere di storico, innegabilmente, lo conosce bene.

Premio Giuseppe Sciacca a Fede & Cultura

Città del Vaticano, sabato 11 dicembre 2010
Nella stupenda cornice della Pontificia Università Urbaniana, nell'Aula Magna, sotto l'alta presidenza del Cardinale Darìo Castrillòn Hoys, del Rev. Prof. Mons. Bruno Lima e alla presenza del Segretario particolare di Sua Santità Papa Benedetto XVI, di autorità civili, militari e religiose, il Direttore di Fede & Cultura Prof. Giovanni Zenone Ph.D., accompagnato dalla consorte e responsabile amministrativa Prof.ssa Camilla Viola, ha ricevuto dalla mani del Vescovo di L'Aquila Mons. D'Ercole il premio speciale per l'editoria della IX edizione del Premio Internazionale Giuseppe Sciacca con questa motivazione:
“Docente di straordinaria perizia e qualità pedagogiche, ha dato impulso alla diffusione di una sana cultura teologica e storica, scevra da compromessi ideologici e unicamente orientata a superiori finalità spirituali nel rispetto della verità oggettiva, secondo il perenne insegnamento del Magistero della Chiesa”.
Monsignor Georg Gänswein, segretario particolare di Sua Santità Benedetto XVI, è intervenuto alla cerimonia di premiazione della IX edizione del Premio Internazionale "Giuseppe Sciacca", portando la benedizione del Sommo Pontefice.
Sono giunti rallegramenti da tutta Italia presso la nostra sede per il prestigioso riconoscimento della Chiesa per l'apostolato della Carità intellettuale e dell'intelligenza svolto dalla Casa Editrice Fede & Cultura a servizio della Verità storica, filosofica, religiosa e per la diffusione del sapere in fedeltà integerrima al Sacro Magistero.
Fede & Cultura esprime gratitudine a Dio e alla Chiesa per questo premio inaspettato e si impegna a fare sempre meglio per il futuro con l'aiuto e sotto la protezione dei propri protettori Maria Santissima, San Giuseppe, il Beato Antonio Rosmini, san Giovanni Calabria e san Josemaria Escrivà de Balaguer per il bene come, della Chiesa e a servizio del Romano Pontefice.
SOLI DEO GLORIA!

Concilio Vaticano II la vera storia

Dopo le bubbole monumentali dell'Alberigo e della scuola bolognese (che ha partorito - dopo concezione adulterina - i cattolici adulti) finalmente esce una storia del Concilio Vaticano II non modernista. "Il Concilio Vaticano II - Una storia mai scritta" di Roberto De Mattei recensito da Cristina Siccardi. Dopo le bordate all'eresia modernistica post-conciliare che si rifà al cosiddetto "spirito del Concilio" di pensatori autorevolmente cattolici come Mons. Brunero Gherardini con "Concilio ecumenico Vaticano II - Un discorso da fare" "Ecumene tradita", "Quale accordo fra Cristo e Beliar?", come Ralph MacInerny con "Vaticano II - Che cosa è andato storto?", o come il gigante Romano Amerio con "Iota unum" e Giovanni Tortelli con "Tradizione profetica" finalmente si apre una revisione storica e una discussione onesta sul tema scottante del Concilio dopo che è stato usato per oltre quarat'anni come una clava per demolire la Chiesa di sempre. Un testo per vedere, con documenti alla mano e affermazioni autografe degli attori stessi, quali fossero le reali intenzioni della cricca che tentò il colpo di mano senza riuscirvi del tutto, come raccontato magistralmente da Rosa Alberoni nello splendido thriller/verità "Intrigo al Concilio Vaticano II". Il testo è acquistabile scontato nella Libreria Fede & Cultura - la libreria dove trovi solo cattolicesimo doc al 100% all'url http://libreriafedecultura.com/Il_Concilio_Vaticano_II.aspx. Ottimo come regalo natalizio per sacerdoti e laici sia fedeli al Magistero che infedeli - per aiutarli a tornare sulla retta via! Perchè spesso l'eresia si propaga e serpeggia più grazie all'ignoranza che alla cattiveria. Se offriamo strumenti di revisione storica e teologica come quest'ottimo libro di De Mattei, in molti casi riconquistiamo a Cristo le anime perdute. E allora avanti con l'apostolato della Buona Stampa e dell'intelligenza!

Grazie per quello che farete per questo apostolato!

Prof. Giovanni Zenone Ph.D.
Direttore
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Fede & Cultura premiata in Vaticano!

Un grande riconoscimento della Chiesa!!!
sabato 11 dicembre
Città del Vaticano ore 17,30 - Pontificia Università Urbaniana
Fede & Cultura nella persona del Direttore Prof. Giovanni Zenone Ph.D. riceverà dalla mani del Cardinale Darìo Castrillòn Hoyos il premio speciale Giuria per l'Editoria alla IX edizione del premio internazionale "Giuseppe Sciacca" (www.premiosciacca.it).
Grazie a Dio e alla Chiesa per questo graditissimo riconoscimento del nostro apostolato dell'intelligenza e della carità intellettuale.

Contro la post-religione

Recensione su "Salesianum".

A Cristina Siccardi il premio Bonifacio VIII

In data 26 novembre 2010 la Dott.sa Cristina Siccardi - Autrice del nostro testo "Nello specchio del Cardinale John Henry Newman" è stata insignita del Premio Nazionale Bonifacio VIII - Città di Anagni 2010”, pregevole opera scultorea del maestro Egidio Ambrosetti, assegnatole dal Legale Rappresentante e Presidente dell’Accademia Bonifaciana – Associazione Culturale Onlus, Cav. Dott. Sante De Angelis, sentito il Consiglio Direttivo dell’Accademia ed il Comitato Scientifico del Premio Internazionale e Nazionale Bonifacio VIII, presieduto da Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Edward Nowak, Arcivescovo, Segretario em. della Congregazione delle Cause dei Santi e Canonico della Basilica Papale di San Pietro in Vaticano; la Giuria, insieme agli Enti patrocinatori.

La Cerimonia di consegna si è svolta presso la medievale e storica Sala della Ragione del Comune di Anagni (FR), alla presenza dei Signori Cardinale Francesco Marchisano e Walter Brandmuller in rappresentanza della Santa Sede, del vescovo di Locri-Gerace mons. Giuseppe Fiorini Morosini, dell’Ordinario Militare per l’Italia mons. Vincenzo Pelvi, del Senato Accademico, del Presidente e dei membri del Comitato Scientifico, oltre ad Autorità Civili, Religiose, Politiche e Militari, tra cui il Sottocapo di Stato Maggiore Difesa Gen. C.A. Carlo Gibellino.

Il Premio Bonifacio VIII, nato in occasione del settimo centenario dello “schiaffo” e della morte del pontefice Benedetto Cajetani, (1303 – 2003), è un evento dedicato al nostro Papa Bonifacio, che, con la creazione del primo Giubileo della storia della Cristianità, ha consegnato all’umanità un’importante occasione di riflessione spirituale e di perdono.

Le Edizioni precedenti, celebrate a Fiuggi e ad Anagni hanno visto alternarsi a ritirare il premio Eminenti personaggi della Chiesa, della società civile, politica, militare e scientifica, della cultura e così via.

Per ricordare questo “avvenimento storico”, l’Accademia Bonifaciana, che ha sede nel Palazzo Papale di Anagni, ha ideato questo Premio unico nel suo genere, perché tiene in considerazione la perdonanza bonifaciana e l’attuale periodo che stiamo vivendo, dove la Pace in alcuni punti del mondo è ancora un’utopia.

Domenica 5 dicembre no all'aborto!

DOMENICA 5 DICEMBRE 2010 ORE 17

CONFERENZA SUL TEMA

ABORTO : ETERNA TRAGEDIA E NUOVO REFERENDUM

INTERVERRANNO

PIETRO GUERINI AVVOCATO
Promotore nuovo referendum abrogativo L. 194
Portavoce nazionale comitato no194 (www.no194.org)

PAOLO DEOTTO
Storico, saggista. Direttore del periodico on line Riscossa Cristiana (www.riscossacristiana.it)

Compagnia Figlie di Sant’ Angela
Centro Mericiano

Via Crispi 23 Brescia

Messa domenicale nel Santuario di S. Angela Merici ore 16.00

Prima giornata Chestertoniana



Domenica 5 dicembre prima giornata Chestertoniana a Segni (Roma) con la partecipazione del nostro Vice-Presidente Fabio Trevisan. Clicca sull'immagine per maggiori informazioni.



Culto esterno

Perchè dobbiamo fare atti di culto esterno? Non basta adorar Dio, che è Spirito, internamente nel cuore?
Non basta adorar Dio internamente nel cuore, ma dobbiamo anche rendergli il culto esterno comandato, perchè siamo soggetti a Dio in tutto l'essere, anima e corpo, e dobbiamo dare buon esempio; e anche perchè altrimenti si perde lo spirito religioso.
(San Pio X, Catechismo della Dottrina Cristiana n. 185)

Gilbert Keith Chesterton

Nasce il 29 Maggio 1874 a Kensington. Una vita immeritatamente felice, dirà egli stesso, ed immensamente prolifica, uno spreco d’arte e di genio, dirà Emilio Cecchi, il suo mentore in Italia, che lo presenta così: «padre della Chiesa, obbligato dalle necessità dei tempi e del ministerio, a predicare in stile burlesco alle turbe degli scettici e dei gaudenti». Una personalità frizzante, amabilmente polemica, umoristica e gioiosa. Eccezionale.
Figlio di Edward, agente immobiliare, e di Marie Louise Grosjean (madre scozzese, padre svizzero predicatore calvinista), Chesterton visse un’infanzia allegra ed affettuosa nella sua famiglia assieme al fratello Cecil, più giovane di lui di cinque anni. Inizia a scrivere molto presto; da bimbo non ancora di dieci anni tenta di imitare George McDonald. Forte il senso della meraviglia e il gusto delle favole. Primo giornale in cui si

Malattia

Una delle malattie più diffuse è la diagnosi.

(Karl Kraus, Detti e contraddetti, Adelphi 1999, p. 240)

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Leone XIII

La dottrina sociale di Leone XIII”, di Massimo Introvigne (Fede & Cultura, 153 pp., 15 euro)
da Il Foglio, 24 novembre 2010 p. 2

Il 2010, aveva esortato Benedetto XVI, avrebbe dovuto essere celebrato come “anno di Leone XIII”, che era nato il 2 marzo del 1810. Una vita fra l’altro lunghissima, che iniziò al tempo di Napoleone e si concluse nel 1903 facendo in tempo a essere il primo Papa registrato su pellicola e su disco. E altrettanto fondamentale fu la sua enciclica “Rerum novarum”, spesso posta a base della Dottrina sociale della chiesa. Eppure, osserva Introvigne, il rilievo dato al bicentenario è rimasto “sostanzialmente modesto”. Tre, secondo lo stesso Introvigne, “le ragioni di questo disinteresse”. “La prima è la riduzione del ricchissimo magistero di Leone XIII a un unico documento, l’enciclica Rerum novarum del 1891 che, però, letta al di fuori del contesto complessivo dell’insegnamento di Papa Pecci, non può che essere da un lato fraintesa, e dall’altro celebrata sempre più stancamente”. Seconda: lo “scarso amore” del mondo cattolico democratico per un Papa che parlava di socialità ma lodava il Medioevo e il tomismo, e metteva in guardia dalla massoneria. Ma, al polo opposto, la scuola cattolica controrivoluzionaria non digerì certe sue decisioni tacciate di cedimenti alla modernità, a partire dal “riavvicinamento” alla Repubblica francese. Ma Introvigne risponde appunto facendoci rileggere il “corpus leonianum” nella sua interezza.

Il Papa, il preservativo e gli imbecilli

In settimana, quando esce il libro-intervista del Papa, ne parleremo come merita. Oggi invece parliamo di imbecilli. Dalle associazioni gay a qualche cosiddetto tradizionalista, tutti a dire che il Papa ha cambiato la tradizionale dottrina cattolica sugli anticoncezionali. Titoli a nove colonne sulle prime pagine. Esultanza dell’ONU. Commentatori che ci spiegano come il Papa abbia ammesso che è meglio che le prostitute si proteggano con il preservativo da gravidanze indesiderate: e però, se si comincia con le prostitute, come non estendere il principio ad altre donne povere e non in grado di allevare figli, e poi via via a tutti?
Peccato, però, che – come spesso capita – i commentatori si siano lasciati andare a commentare sulla base di lanci d’agenzia, senza leggere la pagina integrale sul tema dell’intervista di Benedetto XVI, che pure fa parte delle anticipazioni trasmesse ai giornalisti. Il Papa, in tema di lotta all’AIDS, afferma che la «fissazione assoluta sul preservativo implica una banalizzazione della sessualità», e che «la lotta contro la banalizzazione della sessualità è anche parte della lotta per garantire che la sessualità sia considerata come un valore positivo». Nel paragrafo successivo – traducendo correttamente dall’originale tedesco – Benedetto XVI continua: «Ci può essere un fondamento nel caso di alcuni individui, come quando un prostituto usi il preservativo (wenn etwa ein Prostituierter ein Kondom verwendet), e questo può essere un primo passo nella direzione di una moralizzazione, una prima assunzione di responsabilità, sulla strada del recupero della consapevolezza che non tutto è consentito e che non si può fare ciò che si vuole. Ma non è davvero il modo di affrontare il male dell'infezione da HIV. Questo può basarsi solo su di una umanizzazione della sessualità».
Non so se il testo italiano che uscirà tradurrà correttamente «un prostituto», come da originale tedesco, o riporterà – come in alcune anticipazioni giornalistiche italiane - «una prostituta». «Prostituto», al maschile, è cattivo italiano ma è l’unica tradizione di «Prostituierter», e se si mette la parola al femminile l’intera frase del Papa non ha più senso. Infatti le prostitute donne ovviamente non «usano» il preservativo: al massimo lo fanno usare ai loro clienti. Il Papa ha in mente proprio la prostituzione maschile, dove spesso – come riporta la letteratura scientifica in materia – i clienti insistono perché i «prostituti» non usino il preservativo, e dove molti «prostituti» - clamoroso il caso di Haiti, a lungo un paradiso del turismo omosessuale – soffrono di AIDS e infettano centinaia di clienti, molti dei quali muoiono. Qualcuno potrebbe dire che «prostituto» si applica anche al gigolò eterosessuale che si accompagna a pagamento con donne: ma l’argomento sarebbe capzioso perché è tra i «prostituti» omosessuali che l’AIDS è notoriamente epidemico.
Stabilito dunque che le gravidanze non c’entrano, perché dalla prostituzione omosessuale è un po’ difficile che nascano bambini, il Papa non dice nulla di rivoluzionario. Un «prostituto» che ha un rapporto mercenario con un omosessuale – per la verità, chiunque abbia un rapporto sessuale con una persona dello stesso sesso – commette dal punto di vista cattolico un peccato mortale. Se però, consapevole di avere l’AIDS, infetta il suo cliente sapendo d’infettarlo, oltre al peccato mortale contro il sesto comandamento ne commette anche uno contro il quinto, perché si tratta di omicidio, almeno tentato. Commettere un peccato mortale o due non è la stessa cosa, e anche nei peccati mortali. c’è una gradazione. L’immoralità è un peccato grave, ma l’immoralità unita all’omicidio lo è di più.
Un «prostituto» omosessuale affetto da AIDS che infetta sistematicamente i suoi clienti è un peccatore insieme immorale e omicida. Se colto da scrupoli decide di fare quello che – a torto o a ragione (il problema dell’efficacia del preservativo nel rapporto omosessuale non è più morale ma scientifico) – gli sembra possa ridurre il rischio di commettere un omicidio non è improvvisamente diventato una brava persona, ma ha compiuto «un primo passo» - certo insufficiente e parzialissimo – verso la resipicenza. Di Barbablù (Gilles de Rais, 1404-1440) si dice che attirasse i bambini, avesse rapporti sessuali con loro e poi li uccidesse. Se a un certo punto avesse deciso di continuare a fare brutte cose con i bambini ma poi, anziché ucciderli, li avesse lasciati andare, questo «primo passo» non sarebbe stato assolutamente sufficiente a farlo diventare una persona morale. Ma possiamo dire che sarebbe stato assolutamente irrilevante? Certamente i genitori di quei bambini avrebbero preferito riaverli indietro vivi.
Dunque se un «prostituto» assassino a un certo punto, restando «prostituto», decide di non essere più assassino, questo «può essere un primo passo». «Ma – come dice il Papa - questo non è davvero il modo di affrontare il male dell'infezione da HIV». Bisognerebbe piuttosto smettere di fare i «prostituti», e di trovare clienti. Dove stanno la novità e lo scandalo se non nella malizia di qualche commentatore? Al proposito, vince il premio per il titolo più imbecille il primo lancio della Associated Press, versione in lingua inglese (poi per fortuna corretto, ma lo trovate ancora indicizzato su Yahoo con questo titolo): «Il Papa: la prostituzione maschile è ammissibile, purché si usi il preservativo».
Massimo Introvigne

Distacco dai beni e servizio

“La gente si tiene stretti in genere i propri beni fino a quando non è in punto di morte, e nemmeno allora se ne distacca serenamente. Io invece li ho distribuiti adesso, mentre sono ancora sano e giovane”.

Questa frase è tratta dal celebre libro: “Utopia” di Tommaso Moro (1478-1535) ed è attribuita a Raffaele Itlodeo, il quale per conoscere il mondo se ne andò per mare al seguito di Amerigo Vespucci, lasciando ai fratelli tutto ciò che aveva. Questo fantasioso marinaio portoghese (Itlodeo vuol dire contafrottole) seguì Vespucci nel quarto viaggio, ottenendo da lui di rimanere, con altri 24 compagni di ventura, in un fortino costruito dove erano approdati. Perché ritengo molto significativa la frase riportata?
Interviene lo stesso Thomas More ad illuminarne la portata: “Mio caro Raffaele, è chiaro che il denaro ed il potere non vi interessano, ed io non potrei rispettarvi più di adesso se voi foste il più potente re della terra”.
Viene qui riassunto il profondo insegnamento evangelico della vera povertà, ossia del distacco del cuore dai beni materiali, da ogni aspirazione meramente mondana e di ambizione di ogni potere terreno.
Per la nostra mentalità corrente diventa difficile comprendere non solo il reale distacco dalle cose terrene ma soprattutto la natura del servizio a cui dovremmo tutti essere chiamati, ed in modo particolare, gli stessi uomini politici.
San Tommaso Moro, patrono dei politici, rivela la sapienza del fine della politica, il “bene comune”, cogliendo la preziosità sacra e rispettabile di questo servizio, del quale fu esempio efficace quale cancelliere del re Enrico VIII pagandolo coerentemente fino al martirio (testimonianza).
La frase di Raffaele continua in questo modo: “Credo dunque che possano considerarsi tutti soddisfatti. Senza pretendere che per favorirli mi renda servo di un re”.
Nel libro si chiarirà la distinzione fra servitù e servizio. Il consiglio di Tommaso Moro rimane a tutt’oggi emblematico: “Il modo migliore per servire è entrare a far parte del consiglio del re, indirizzandolo verso la retta via. Ogni re è infatti come una fonte sorgiva, dalla quale possono scaturire per il popolo tutti i mali e tutti i beni”. Servizio e autorità furono i baluardi del pensiero di San Tommaso Moro, come si evince da una lettura attenta (non ideologica) del controverso libro “Utopia” scritto in lingua latina nel 1516.
Servizio e autorità a Cristo, Re dei Re, al quale donare la propria vita. Servizio a Cristo Re fino alla morte, come fece San Tommaso Moro, il santo patrono dei politici.
(Fabio Trevisan, Vice-Presidente di Fede & Cultura - dal settimanale Vita Nuova)

Storia del Movimento per la Vita


Francesco Agnoli 

Storia del Movimento per la Vita
Fra eroismi e cedimenti 


Recensione
Verso la metà degli anni '70 in Italia i radicali e le sinistre lanciano una forte offensiva contro la famiglia e la vita. Piano piano persone di ogni ceto e di ogni provenienza si organizzano per contrastare la nuova cultura imperante: sono i pro life, come si dice in America, o i pro vita, come amano definirsi molti di loro, in Europa. Sono per lo più cattolici, ma non solo. Sono ostracizzati e spesso malvisti persino in ambienti ecclesiastici. Sono la spina nel fianco di un partito, la Dc, che sta sempre più dimenticando i valori cui dovrebbe richiamarsi. Hanno entusiasmo, volontà, idee nuove, ma sono economicamente deboli, politicamente piuttosto soli e divisi tra loro: aderiscono all' "Unione delle iniziative civili", ad "Alleanza Cattolica", al "Movimento per la Vita", al "Criv"... Promuoveranno un referendum, quello del 1981, da cui usciranno sconfitti anche a causa, appunto, delle inutili divisioni e delle strategie minimaliste promosse da alcuni. Ma daranno vita anche a grandi opere di carità, in aiuto alle famiglie, alle donne incinte, alla vita: i cav, il Progetto Gemma, il Telefono SOS Vita, i cassonetti per la vita... Una storia affascinante, tra eroismi quotidiani e pericolosi cedimenti ideali...che continua ancora oggi.
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Progresso

- Quel che non si può negare, disse quando venne il suo turno - è che la storia dell'uomo ha seguito e segue una linea di progressione...
- Ah,-ah! Finalmente lo riconosce?, disse Lucio.
- Di progressione discendente, concluse Adàn - e non ascendente come vorrebbe il modernismo.
(Leopoldo Marechal, Adàn Buenosaires, ed. Vallecchi 2010, p. 143)

Buon vino ed allegria

“Che regni fra i cattolici buon vino ed allegria. In linea di massima è l’esperienza mia: Benedicamus Domino e sempre così sia!”.

Questa frase dello scrittore anglo-francese Hilaire Belloc (1870-1953) condensa una verità profonda in un modo molto arguto e piacevole. Il buon vino (consumato ovviamente con sobrietà) e l’allegria sono ingredienti essenziali per la vita cristiana. Ricorda l’altra celeberrima frase: “Un santo triste è un tristo santo” ed ammonisce noi tutti a non soccombere alle tristezze del mondo ed a lasciarci tentare dal Maligno. Il Diavolo è un essere personale serio e razionalista poco incline al sorriso e ad una amichevole bevuta. Egli è troppo impegnato con le sue trame diaboliche per essere a sua volta … tentato dal bene!
Come si può allora benedire il Signore se, come recita il Salve Regina,viviamo in “questa valle di lacrime”?
Lo sconforto che potrebbe derivare dall’assunzione di questo profondo concetto teologico ed esistenziale ci potrebbe indurre a pensare che sarebbe preferibile vivere il carpe diem piuttosto che impegnarsi nell’apostolato e nella testimonianza cristiana. Sarebbe preferibile, per esempio, cogliere l’attimo fuggente di una sbronza solenne  piuttosto che salire la Via Crucis dolorosa dell’insuccesso mondano.
Hilaire Belloc, con tutta modestia, vuole presentare, a supporto della tesi :“Che regni fra i cattolici buon vino ed allegria”, anche la sua esperienza , che non è un’esperienza esclusivamente sua, come potrebbe erroneamente intenderla l’uomo moderno (o post-moderno, come si dice). Si tratta della constatazione normale che qualsiasi persona, nel vissuto ordinario, dovrebbe sperimentare.
L’esperienza di Hilaire Belloc è tuttavia riscontrabile , a dovere di cronaca ed a sostegno della sua autorità, anche in un’intensa attività di brillante conferenziere su variegati argomenti e su una prolifica pubblicazione di saggi, poesie e biografie soprattutto di profilo storico (più di 150 libri, dei quali pochissimi tradotti in italiano).
Belloc  ci ricorda invece che la vita cristiana deve essere comunque condita con la sana allegria, nonostante tutte le avversità del mondo. Ci ammonisce che non dobbiamo ambire all’applauso del mondo, ma che piuttosto dobbiamo cercare la Volontà di Dio!
Con un buon bicchiere di vino ed in allegria.
Sempre così sia!
(Fabio Trevisan, Vice-Presidente di Fede & Cultura, dal settimanale di Trieste Vita Nuova)

Sulla bellezza

Lo vedo bene, Sancio, che non son bello; ma riconosco anche che non sono mostruoso; e a un uomo per bene gli basta non essere un mostro per essere amato”. 

Don Chisciotte raccontava a Sancio Panza, nel capolavoro di Miguel de Cervantes, delle bellezze dell’anima e del corpo. Per il cavaliere errante della Mancia la bellezza dell’anima trionfava e si manifestava nell’intelligenza, così come si specchiava nell’onestà e nella generosità. In un mondo, come il nostro, che ostenta forme e corpi modellati e palestrati, le qualità umane proposte dal Cervantes paiono cozzare contro la mentalità moderna, così come fragorosamente cozzavano le lance spuntate del Don Chisciotte contro i mulini a vento. La trasfigurazione operata dal Cervantes aveva trasformato quei mulini a vento in giganti insuperbiti contro cui un cavaliere cristiano come Don Chisciotte avrebbe dovuto lottare. Avrebbe dovuto lottare, e così di fatto fece, contro la superbia e contro tutti i vizi che negavano la dignità umana ed offendevano la bellezza dell’anima. La magnificenza dello sguardo sul reale di Don Chisciotte aveva successivamente operato un ulteriore prodigio, trasformando una rozza contadinella in Dulcinea del Toboso, l’amata diletta, la dama cara al cavaliere errante. Così i corpi, ben lungi dall’essere disprezzati, in Cervantes non possono costituire un impedimento alla comprensione umana nell’integralità della persona, con la sua anima ed il suo corpo. 

Le qualità umane però, secondo Don Chisciotte, possono benissimo trovarsi in un uomo brutto, così come ribadisce con vigore al suo scudiero Sancio Panza: “Quando si pone la mira a questa bellezza, e non a quella del corpo, allora l’amore suol nascere impetuoso, e in condizioni di vantaggio”.

(Fabio Trevisan, vicepresidente di Fede & Cultura, dal settimanale di Trieste Vita Nuova)

Martiri a Baghdad

MESSAGGIO DI MONS. LUIGI NEGRI PER L’ECCIDIO DI 37 CRISTIANI MASSACRATI ALL’INTERNO DI UNA CHIESA DI BAGHDAD

Al termine della Celebrazione Eucaristica di tutti i Santi, nella Cattedrale di Pennabilli, Mons. Luigi Negri ha rivolto ai fedeli presenti un messaggio che è anche il contenuto di questo comunicato.

“Senza nessuna esitazione ed incertezza, fruendo dell’autorevolezza che viene ad un Vescovo della Chiesa particolare ma che vive il sentimento profondo della Chiesa universale, io mi sento di ascrivere alla moltitudine dei Santi questi 37 nostri fratelli, fra i quali due sacerdoti, che sono stati massacrati all'interno di una chiesa cattolica in Iraq per un atto di terrorismo il cui bilancio provvisorio però, secondo una prima stima, fa salire a 50 il numero complessivo delle vittime e ad oltre 80 quello dei feriti. 

Carlo Maria Martini chiederà d'entrare nella Chiesa luterana

Si dimette il vescovo emerito di Milano
Milano, 18. «Miei cari fedeli, prima della fine dell'anno ho intenzione di dimettermi dall'attuale carica di  vescovo emerito di Milano. Inoltre spero di poter entrare a  far parte dell'Ordinariato luterano non appena sarà stabilito»: questo l'annuncio fatto, venerdì scorso, da Carlo Maria Martini nel suo intervento  davanti all'Assemblea nazionale di «Forward in Concilium» a Milano. Questo movimento, del quale Martini è presidente, è costituito da fedeli cattolici che, tra l'altro,  si oppongono alle decisioni prese dal Concilio di Trento sui Sacramenti e la Gerarchia.

Nel corso dell'intervento davanti all'assemblea,  Martini ha auspicato che, per quanto riguarda il futuro Ordinariato luterano, il procedimento per la sua istituzione possa avvenire nel modo più semplice possibile. Inoltre, ha affermato di «essere ansioso di sapere se la sua richiesta d'adesione verrà accolta». L'esponente modernista ha tuttavia rassicurato i fedeli aderenti a «Forward in Concilium» dichiarando di non avere alcuna intenzione di dimettersi dalla presidenza di questa organizzazione in quanto essa non è una struttura dipendente dalla Chiesa Cattolica.

Questa bufala è del tutto verosimile. Se fosse coerente con tutte le cose che ha detto, fatto e scritto sarebbe in effetti un atto dovuto: uscirsene dalla Chiesa. (G.Z.)

Impossibile

“Una cosa è impossibile fino a quando non arriva uno che non lo sa e la fa”.
(Albert Einstein)

Adultèri

Tutti i matrimoni degli intellettuali con il partito comunista finiscono in adultèri.
Nicolás Gómez Dávila, In margine a un testo implicito, Adelphi 2005 p. 150

Strano ma vero

Anche Avvenire fa propria - ma con un trafiletto minimo, che però è meglio di niente - l'iniziativa del Movimento Europeo Difesa della Vita e di Fede & Cultura. Per avere le magliette con Oscar Elìas Biscet - l'anti Che Guevara, il medico in galera a Cuba perchè difende la vita dei bambini non nati - andate alla pagina web http://fedecultura.com/Oscar_Elias_Biscet.aspx
Per visualizzare in grande l'articolo di Avvenire cliccalo.

Nobel al genocidio

Robert Edward ha ricevuto, dall'ineffabile Comitato Nobel, il premio per la medicina. I suoi meriti sarebbero l'aver inventato la fecondazione artificiale. Per suo merito - si dice - sono nati 4 milini di bambini. Si tace però che per suo merito sarebbero stati uccisi trentasei milioni di bambini. Infatti la proporzione di "riuscita" della fecondazione artificiale, o meglio, la proporzione fra i bambini che nascono e coloro che invece vengono soppressi perchè "soprannumerari" è di uno a nove.
Che il premio Nobel fosse ormai espressione mondiale dell'ideologia anti-umana e anti-cristina era una certezza cosolidata da quando l'aveva ricevuto Dario Fo per la letteratura e addirittura l'abortista Obama per la pace. Con questo Nobel il Comitato Nobel persevera diabolicamente sulla via del male.
Robert Edward meriterà forse fra breve (ha 84 anni) il premio eterno per essere il padre dell'aborto, il più grande genocidio occultato. Colui che è omicida e menzognero si da principio - Satana - glielo assegnerà con rabbiosa allegria: fuoco eterno, dolore e stridore di denti.
Per avere informazioni sulla tecnica con la quale si è fatto passare l'aborto per una "conquista civile" (Prodi) e sulla abortività della fecondazione artificiale si leggano gli ottimi "Storia dell'aborto" e "Scritti di un Pro-life" di Francesco Agnoli.

Cronache da Babele: imperdibile!

Cari Amici,
fra i libri di Fede & Cultura mi permetto di suggerirvi lo spassoso e duro Cronache da Babele della coppia consolidata e vincente Palmaro e Gnocchi. Un libro indispensabile per resistere al laicismo e al cattolaicismo imperante. Un libro per riodere, arrabbiarsi, formarsi, combattere e uscire vincitori. Sempre. Sino alla vittoria finale di cui siamo certi. Ora siamo noi a dirlo: Hasta la Victoria, siempre!
Qui di seguito l'indice.

Prof. Giovanni Zenone Ph.D.
Direttore

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PRIMA PARTE
Attenzione! Cattolicesimo per adulti.
Le luci del progressismo sono sempre rosse

Introduzione 5
Le urla di Babele e la carezza della Grazia 5
Fratel Enzo, priore ma non troppo 8
Manco le basi del mestiere c’hanno. Io, loro, Lara e i cattolici di celluloide 15
Più che adulti, quei cattolici sono adulterati 18
Figli di Maritain e Dossetti cattocomunisti perfetti 21
Qui lo “dico”, qui lo nego 24

SECONDA PARTE
Quelli che… il Vaticano II
era solo la prima ondata

Questa volta il concilio lo facciamo mediatico 28
Vito Mancuso, il “teologo cattolico” più amato dai consigli pastorali 31
La sindrome di Niccolai. Quando i cattolici segnano nella propria porta 35

TERZA PARTE

Purtroppo non siamo su “Scherzi a parte”.
Rassegna dello stupidario cattolico

La preghiera dei fedeli, se la conosci la eviti 40
Sorpresa, Amnesty è abortista 43
Per favore, basta fiction sui santi 46
Il catechismo della monnezza 48

QUARTA PARTE

Bestiario politico.
Fatti e misfatti dei devoti di santa laicità

Fondi ai trans, il triste reality di casa Prodi 52
In ginocchio davanti alla Costituzione 55
Tony Blair, una conversione molto british. Forse troppo 57
Caro Pannella, il digiuno è una cosa seria 59

QUINTA PARTE

Difendere la legge di natura per difendere l’uomo.
La necessità di riconoscerci creature

Guardie, ladri, filosofi del diritto (e filosofi molto dritti) 62
La festa al papà? Già fatta 67
Ragazzi di quarant’anni in attesa del tesoretto 70
San Tommaso versus Hegel. Solo il cattolicesimo salva l’uomo dal manicomio 73

SESTA PARTE

Introibo ad altare Dei.
Lo splendore della liturgia e la luce della tradizione

La libertà del cattolico infante ha un cuore antico 80
La messa antica, il tesoro ritrovato 86
I vescovi dovrebbero ricordare che hanno giurato fedeltà al Papa 89
La tradizione non è più scomunicata 96
Chi lavora per il bene della Chiesa non deve mai aver paura 102

SETTIMA PARTE

Paesaggio con (belle) figure.
San Tommaso, Chesterton, Guareschi & Co.

Gilbert Keith Chesterton ovvero l’antidoto all’eugenetica e altri mali 108
Alla ricerca del pudore perduto 111
Il fuorigioco e l’esistenza di Dio 115
Il mezzo è il messaggio. Divino 119
Buon compleanno don Camillo 125
Guareschi, uno scrittore formato famiglia 128
Non c’è posto per gli estranei 129
Il senso dell’attesa 130
Quel pazzo del Crik 132
Il Dante della bassa 134
Albertino, la Pasionaria e altre storie 135
Divorzio? No grazie 137
Figli di chi? 138
Lettera a Ci 139
Chi può portare a spasso il bambino? 141
Le avventure di un cattolico poco conciliare e poco conciliante 142
Una rassegna stampa di culto (e non è quella di Radio Radicale) 150

Da Roma a Londra rinasce l’Europa Cristiana

La visita in Inghilterra di Benedetto XVI è stata un grande successo per il dialogo ecumenico e per la rievangelizzazione di un intero continente

di Antonio Gaspari (L'Ottimista)

Dicevano che era troppo intransigente e che avrebbe distrutto decenni di dialogo ecumenico. Invece nessuno come Papa Benedetto XVI sta riuscendo a mettere insieme i Cattolici, i Protestanti e gli Ortodossi, superando secoli di scismi e di ostilità. Dicevano che il suo rigore dottrinale, la sua pretesa di riportare Dio nella società, la sua denuncia del relativismo morale, avrebbe cancellato ogni possibilità di dialogo con il mondo moderno. Invece, anche nelle società più secolarizzate, la popolazione accorre ad ascoltarlo.

Fede & Cultura in diretta TV su Rai International

Domenica 19 settembre potrete vedere il nostro Direttore Prof. Giovanni Zenone Ph.D.  in diretta Tv su Rai International dalle ore 10,30 alle 13,30 al programma "Cristianità" diretto da Suor Myriam Castelli in occasione della beatificazione del Card. Newman prima, durante e dopo la Santa Messa di beatificazione celebrata da Papa Benedetto XVI. Con l'occasione sarà presentato il volume edito da Fede & Cultura "Nello specchio del Cardinale John Henry Newman" di Cristina Siccardi.

Newman Beato


Un quasi secolare luogo comune fa del Cardinale John Henry Newman (1801-1890) il precursore, quasi il padre nobile, del modernismo classico e, quindi, della nouvelle theologie, fino ad attribuirgli le radici degli elementi più novativi del Concilio Vaticano II. Niente di più falso e di più distante dalla granitica, lucida e razionale Fede cattolica del grande convertito inglese, beatificato da Benedetto XVI il 19 settembre 2010: risposta alta e forte a quei vasti settori della Chiesa cattolica, non solo inglese, che antepongono il dialogo ecumenico alla riaffermazione del dogma. Il Cardinale Newman, infatti, combatté, sinceramente e lealmente il liberalismo, tracciando, con metodo sistematico e analitico, uno dei profili più reali dell’Europa in fase di corruzione, di abbandono della civiltà cristiana, di incalzante apostasia. Dal ponte della propria nave riuscì a identificare i connotati secolarizzanti e relativistici dei nostri giorni, anteponendo i luoghi comuni alla ragionevolezza della Tradizione. Che cosa vide questo «Dottore della Chiesa» nello specchio in cui si rifletté e di cui parla nella sua autobiografia? E che volto può riflettere, oggi, lo specchio di un cristiano e di un cattolico? Attraverso la lettura della vita del nuovo Beato si potrà scoprire. «Ex umbris et imaginibus in Veritatem» («Dalle ombre e dagli spettri alla Verità»), così recita l’epitaffio della sua tomba, la cui vita è la prova più evidente e concreta che la ragione si unisce felicemente alla Fede.
Cristina Siccardi
Nello specchio del Cardinale
John Henry Newman
La vera vita del convertito e “dottore” di Santa Romana Chiesa, beatificato dal Santo Padre Benedetto XVI il 19 settembre 2010 a Birmingham
L'unica biografia cattolica
Collana: Storica 18
Argomento: Biografia, Newman, ecumenismo, anglicani
Pagine 180
Tipo di copertina: brochure cucita
Isbn: 978-88-6409-066-5

Data di pubblicazione: settembre 2010

OPZIONI

Viva le Crociate!

IN DIFESA DELLE GLORIOSE CROCIATE
il vero spirito del cristianesimo è combattere per la verità
(ecco perché la Chiesa ha sempre rifiutato il pacifismo)

di Roberto de Mattei

L’irenismo ecumenico è una distorsione della dottrina della chiesa e della sua storia. Il vero spirito del cristianesimo è combattere per la verità e per difendere le radici che affondano nei secoli luminosi del medioevo
"L’addio della chiesa allo spirito di crociata” è un refrain che ricorre da almeno quarant’anni e che condensa la concezione del mondo di un certo cristianesimo, che ha fatto del dialogo ecumenista il suo vangelo. Questa visione si basa su di una distorsione storica e su di un’altrettanto grave deformazione della dottrina della chiesa. Nel caso dell’articolo di Giancarlo Zizola su Repubblica del 7 giugno, si aggiunge a ciò un impervio tentativo di attribuire allo stesso Papa regnante questo slittamento storico e dottrinale. Benedetto XVI, come egli disse nella sua prima udienza del 27 aprile 2005, ha assunto questo nome, non solo in onore di Benedetto XV, ma anche e soprattutto per evocare la straordinaria figura del grande “Patriarca del monachesimo occidentale”, san Benedetto da Norcia, che “costituisce un fondamentale punto di riferimento per l’unità dell’Europa e un forte richiamo alle irrinunciabili radici cristiane della sua cultura e della sua civiltà”.
Ma quali sono quelle radici cristiane che, secondo Benedetto XVI, come per il suo predecessore Giovanni Paolo II, non solo i cattolici, ma anche i laici, hanno il diritto e il dovere di difendere? Queste radici, o se si preferisce, i frutti di queste radici, sono sotto i nostri occhi: sono cattedrali, monumenti, palazzi, piazze, strade, ma anche musica, letteratura, poesia, scienza, arte. Questa visibile mappa della memoria è impressa nel codice genetico della nostra civiltà. Ebbene le crociate fanno parte, come le cattedrali, del paesaggio spirituale europeo e ne esprimono la stessa concezione del mondo.
Lo storico dell’arte Erwin Panofsky ha studiato il rapporto tra le vetrate gotiche e la filosofia scolastica,

Guerre

L’altra sera, vedendo al tg il solito servizio sulla situazione in Afghanistan (i talebani in forte ripresa; anzi, mai così forti), pensavo: è dal tempo della guerra di Corea che i media partecipano ai conflitti in cui sono implicate forze occidentali. Queste ultime, rette da governi democratici, abbisognano del consenso popolare in patria, dal quale consenso dipendono i finanziamenti (le guerre costano, tanto). E’ dalla guerra di Corea, infatti, che gli occidentali sono costretti a combattere con una mano legata (regole d’ingaggio, rispetto per i civili, limitazione allo spasimo dei caduti…) contro un nemico che, invece, ne approfitta, un nemico per il quale i diritti umani sono solo una debolezza occidentale. E, infatti, è dalla guerra di Corea che gli occidentali perdono un conflitto dietro l’altro (pur essendo in grado di letteralmente asfaltare Corea, Vietnam, Afghanistan eccetera). Bastò un’auto-bomba per far scappare gli americani dal Libano, e due cadaveri di marines trascinati da un camion per farli scappare dalla Somalia. Il risultato: la Corea del Nord è una minaccia nucleare per il mondo (senza contare i milioni di morti, anche per fame, nel Paese-Gulag); il Vietnam è tutto comunista (ricordate i boat-people? e il genocidio nella vicina Cambogia?), mentre i Paesi limitrofi languono sotto i regimi che sappiamo. La Somalia è terra di nessuno, per giunta rifugio di pirati e santuario di terroristi islamici. Il Libano, già cristiano, fa ormai praticamente parte della Grande Siria. Il fatto è che i media per loro natura suscitano emotività e le sinistre nella propaganda ci sguazzano, avendola inventata (v. il mio “I mostri della Ragione-2”, Ares). Così, una retorica pseudofrancescana (noi dobbiamo essere migliori…, noi non siamo come quei barbari…, il vangelo dice di porgere l’altra guancia…) ha finito per modellare le opinioni pubbliche della democrazia e della libertà di parola. In nome della stessa retorica il clero occidentale rema contro, laddove quello altrui fomenta i suoi. Mi aspetto, naturalmente, che molti di quelli che mi leggono non siano d’accordo con me. Ma su una cosa non potranno che concordare: se si va in guerra, si va per vincere; sennò, meglio stare a casa.

Kirghizistan

Mentre scrivo (17 giugno 2010) i morti negli scontri (con stupri e pulizia etnica) tra kirghizi e minoranza uzbeka sono più di 170 e i profughi 250mila. Scrive l’agenzia Zenit.org: «Nonostante la Chiesa cattolica conti appena 500 fedeli su quasi cinque milioni di abitanti, molte persone hanno chiesto aiuto alle strutture cattoliche. Dopo i saccheggi dei negozi delle città, il governo ha chiesto aiuti umanitari anche alle varie confessioni cristiane presenti nel Paese». Così va il mondo: comunisti ed ex, laicisti e islamisti, induisti e omosessualisti, relativisti e –isti vari, quando sono nei guai ricorrono ai soli che hanno l’amore del prossimo nel loro statuto. Poi, passato il bisogno, ricominciano.

Parlano di noi

Venerdì vi aspetto alle ore 19,00 in viale della repubblica, 15 all'inaugurazione della Libreria Fede & Cultura! Per l'occasione ho avuto la grazia di essere intervistato da Zenit. Vi allego l'intervista.


L’editrice Fede & Cultura apre le prime librerie

Intervista del direttore, il prof. Giovanni Zenone di Antonio Gaspari

ROMA, martedì, 15 giugno 2010 (ZENIT.org).- L’editrice Fede & Cultura (http://fedecultura.com), sorta nel 2005, pur essendo piccola, dedicata a un mercato di nicchia, e pur pubblicando titoli scomodi, non omologati alla cultura dominante, è già fin dal primo anno di nascita in attivo.
La casa editrice è passata dalla pubblicazione di pochi titoli, a 50 novità annue. Parte dei profitti viene investita in pubblicità e soprattutto in un progetto per aprire una rete di librerie con le stesse caratteristiche di coerenza e coraggio.
Venerdì 18 giugno alle ore 19:00 verrà inaugurata e benedetta la prima libreria di Fede & Cultura a Verona (Viale della Repubblica, 15). Nel contempo un'altra libreria di Fede & Cultura verrà aperta a Desenzano del Garda (nel Duomo di via Roma, 5).
Incuriositi dalla singolarità di questo fenomeno editoriale, ZENIT ha intervistato il prof. Giovanni Zenone , Direttore di Fede & Cultura.

Lei è dottore di ricerca in Filosofia, visiting professor presso l’Istituto Filosofico e Teologico di Scutari (Albania) e professore di Religione Cattolica a Verona. E’ giovane ma ha già una famiglia numerosa con cinque figli. Come e perché ha deciso di fondare la casa editrice Fede & Cultura?

Zenone: Perché era difficile trovare libri davvero cattolici, anche nelle librerie cattoliche. Insieme ad alcuni giovani amici cattolici, giornalisti e saggisti, avevamo difficoltà a farci pubblicare. Ho pensato semplicemente che forse fosse il caso di auto-pubblicarci. Tutto è poi cominciato col libro (“In quella casa c’ero anch’io”) di un santo e anziano sacerdote di Verona, don Ferdinando Rancan, per il quale egli stesso ci ha prestato i soldini per la pubblicazione. Da lui viene anche l’idea del nome: un modo per coniugare due realtà, la fede e la cultura, che il mondo laicista vuole dividere a tutti i costi, ma che noi cattolici sappiamo essere unite. Da allora è stato un crescendo che ha portato alla pubblicazione, in quattro anni e mezzo, di 160 titoli. Oggi pubblichiamo un libro a settimana e Fede & Cultura è diventata il punto di riferimento del cattolicesimo autentico, cioè quello fedele al Papa.

Quanti libri pubblica ogni anno? E di che genere?

Zenone: Oggi pubblichiamo circa cinquanta titoli all’anno, soprattutto di saggistica varia su temi morali, storici, familiari, sessuali e letterari. L’interesse maggiore è per una revisione storica alla luce della fede autentica, per l’apologetica, cioè la difesa della fede, la spiritualità, il Magistero dei Papi.

Il mondo sempre più secolarizzato e la crisi mondiale stanno mettendo in difficoltà molte case editrici. In campo cristiano poi diverse case editrici si sono piegate al mercato e pubblicano testi discutibili. Da questo punto di vista lei ha fondato una casa editrice fedele al Magistero papale, che non avrebbe avuto nessuna possibilità di sopravvivere. Quali sono le ragioni di questa crescita?

Zenone: A differenza delle case editrici laiche che stanno subendo una grave difficoltà, e a differenza delle edizioni che sono nate cattoliche ma poi hanno un pò relativizzato la loro vocazione, Fede & Cultura ha una crescita annua a due cifre. La ragione è spirituale e di mercato. La ragione spirituale credo sia la Grazia e la benedizione che Dio ci dà in questo servizio a Lui, alla Chiesa, al Papa e alla verità. La ragione di mercato è che l’identità religiosa forte, in un tempo di dispersione, di crisi, sia morale che religiosa che economica, è una carta vincente. Quando crollano le false sicurezze del mondo, allora molte più persone ritornano a Dio, alla fierezza cattolica e alla vera fede.

Lei non si è accontentato di aver fondato una casa editrice ma adesso comincia a far nascere librerie con la sigla di Fede & Cultura. Può illustrarci il suo progetto culturale e come pensa di diffonderlo attraverso i libri e la rete?

Zenone: Il nostro progetto è far nascere una catena di librerie Fede & Cultura in tutta Italia, in modo che tutti sappiano che quando vedono il marchio Fede & Cultura ci sia la ragionevole certezza di trovare Buona Stampa, amore alla Madonna e al Papa, fedeltà alla Chiesa e al Magistero autentico, verità non contagiata dalla mentalità mondana e dalle eresie che – come dice Papa Benedetto XVI – vanno estirpate con il bastone del Pastore. Le prime due sono nate a Verona dove ci sarà l’inaugurazione e benedizione venerdì 18 giugno alle ore 19,00 (viale della repubblica, 15) e a Desenzano del Garda, nel Duomo di via Roma, 5. Spero che molti volonterosi ci contattino per aprirne altre in tutta la penisola. Abbiamo sempre una ampio spazio dedicato alla formazione dei bambini e dei ragazzi, con testi divertenti ma anche formativi.

Per queste sue attività è stato ricevuto anche dal Pontefice Benedetto XVI il 6 novembre 2006. Ci racconta di cosa avete discusso?

Zenone: Ho presentato al Papa Fede & Cultura e il nostro Apostolato della Carità intellettuale, o l’Apostolato dell’intelligenza – come dicevano rispettivamente il beato Antonio Rosmini e san Josemaría Escrivá de Balaguer. Gli ho donato un libro, “Cristo e la Scienza”, del padre Stanley L. Jaki. Gli ho domandato la Benedizione Apostolica sulla nostra missione, che sei giorni dopo è arrivata. Mi ha ascoltato con grande interesse, e a padre Jaki, che veniva dopo di me in udienza, ha detto di conoscere e apprezzare le sue/nostre pubblicazioni.

Quali sono gli ultimi testi pubblicati che lei consiglierebbe ai lettori?


Zenone: Il testo che sta avendo un successo enorme in questo momento è “Intrigo al Concilio Vaticano II
di Rosa Alberoni, un thriller/verità che racconta la congiura che una cricca di modernisti ha ordito durante e dopo il Concilio per distruggere la Chiesa eliminando la Vergine Maria, i santi, l’Eucaristia e il Primato del Papa. Un romanzo divertente ma che aiuta anche a pensare, pregare, e amare la Chiesa. C’è poi “L’alba di tutto” di Robert H. Benson, scritto 100 anni fa. Come sarebbe il mondo – in questa terra – se il Cristianesimo fosse davvero il sale della terra, riconosciuto come tale. Emozionante! Imperdibili son poi “Cronache da Babele” di Palmaro e Gnocchi, “I nipotastri di Voltaire” di Edmondo Coccia, “Racconti vaticani” di Benny Lai e “Indagine sulla pedofilia nella Chiesa” di Francesco Agnoli ed altri.

E quali quelli di prossima pubblicazione?

Zenone: Un libro di due autori con le rivelazioni relative a ciò che accadde al Concilio e perchè certe utopie si sono diffuse nel dopo Concilio. Tale volume aiuterà a comprendere anche gli attacchi interni che stanno facendo tanto soffrire il Papa. E poi fra poco uscirà “La storia dell’Apologetica” del defunto Cardinale Avery Dulles. Un monumento! Confido nella Madonna che possano aiutare ancora tante persone a godere della verità e ad amarla.

Inaugurazione Libreria Fede & Cultura

Cari Amici di Fede & Cultura,
in quasi cinque anni di attività di apostolato culturale Fede & Cultura è diventata il punto di riferimento dei Cattolici, di quelli cioè che desiderano essere fedeli in modo intransigente alla Verità, cioè a Gesù Cristo, quindi al Papa. Ora la Provvidenza ci ha concesso di aprire due librerie Fede & Cultura, librerie dove chi entra sia certo di trovare solo cose valide, buone, formative, orientative, cioè cattoliche. Cosa non da poco!
Siete tutti invitati venerdì 18 giugno 2010 alle ore 19,00 all'inaugurazione e benedizione della prima Libreria Fede & Cultura a Verona, in viale della repubblica, 16 (in Borgo Trento, dietro all'Arsenale) (clicca qui per le indicazioni). Con un po' d'orgoglio mi sento di dire "La prima libreria cattolica del terzo millennio". Credo che altre ne seguiranno, tutte con il marchio doc Fede & Cultura. L'invito è esteso a tutti Voi e ai Vostri amici per ringraziare il Signore per la Sua benevolenza e per sostenere l'Apostolato della Carità intellettuale della Buona Stampa.

Con grata amicizia
In Domino
Prof. Giovanni Zenone Ph.D.
Direttore

"Pacifisti" che spaccano le ossa


Queste immagini parlano più di mille parole. I cosiddetti pacifisti (filo-islamici) spaccano le ossa alle forze dell'ordine israeliane con tubi di ferro e gettano in mare i soldati. Sparano, accoltellano... ecco la non-violenza! Diffidiamo dei pacifisti, delle Ong "umanitarie" e di tutti quelli che si riempiono la bocca di "pace".
G.Z.

Pedofilia nella Chiesa?

Da tempo i media insistono sullo stesso tema: la pedofilia nella Chiesa. Sembra che la Chiesa cattolica sia divenuta il luogo per eccellenza degli abusi sui minori. Notizie di 20-30-40 anni fa, vengono lanciate e rilanciate, così da creare un effetto di “panico morale”. Il cittadino medio viene convinto del fatto che i sacerdoti cattolici siano anzitutto dei molestatori. Ma cosa è successo veramente? Quanti sono i casi di pedofilia nella Chiesa? E nella società? Chi promuove davvero la pedofilia? Qual è il confine tra realtà e propaganda? Questo libro vuole rispondere appunto a tali e ad altre domande importanti e attuali.
Per acquisti visita il link http://fedecultura.com/IndaginesullapedofilianellaChiesa.aspx, clicca sulla copertina o sul bottone qui sotto.
Opzioni

Ignoranza anticristiana

Ernesto Galli Della Loggia, in un editoriale sul Corsera: «Sempre più diffusi l’ignoranza della storia, dei contenuti reali delle questioni, e l’antistoricismo, l’applicazione dei criteri di oggi ai fatti di ieri: da cui la ridicola condanna di tutte le malefatte, le uccisioni e le incomprensioni addebitabili al Cristianesimo, a maggior gloria di un eticismo presuntuoso che pensa di avere l’ultima parola su tutto».
(da Rino Cammilleri)

Invito a Bergamo con S.A.I.R. arciduca Martino d'Austria-Este

sabato 15 maggio a Bergamo
alle ore 17

Chiesa del monastero di san Benedetto
via sant'Alessandro n. 51

Messa solenne vigilia dell'Ascensione
accompagnata dall'ensemble Cadenza Pikkarda
S.E. Mons Gaetano Bonicelli arcivescovo emerito di Siena
al termine S.A.I.R. arciduca Martino d'Austria-Este (figlio dell'arcidica +Roberto d'Austria e di S.A.R.la principessa Margherita di Savoia-Aosta) donerà al monastero
una reliquia ex ossibus del nonno beato Carlo I ultimo imperatore d'Austria,
innalzato agli onori degli altari il 3 ottobre 2004
da Papa Giovanni Paolo II
per info cell. 348-0346419

Con l'occasione sarà presente un banco libri di Fede & Cultura
che presenterà un volume inedito sull'Imperatore Carlo I d'Austria e la Massoneria

Il raffreddore pandemico dei trinariciuti

Guareschi coniò la parola “trinariciuto” per indicare chi sul naso ha una terza narice da cui espelle la materia grigia pensante e vi inspira i dettami della mentalità egemone. Sarà che i raffreddori sono di stagione ma sempre più persone hanno infiammata questa terza narice.
Leggete ad esempio la pagina dell’enciclopedia Wikipedia dedicata ad Eluana: donna scomparsa per «morte naturale sopraggiunta a seguito della sospensione della nutrizione artificiale» La vicenda “ha portato alla luce alcune gravi lacune del sistema giuridico italiano per quanto riguarda vicende bioetiche analoghe”. Etcì!
Quanti starnuti dalla terza narice!
Etcì, primo starnuto: se la morte è sopraggiunta a seguito della sospensione di idratazione e alimentazione, come fa ad essere”naturale”?
Etcì, secondo starnuto: in italiano “sospendere” significa interrompere solo momentaneamente mentre quando l’interruzione è definitiva si dice appunto “interrompere”.
Etcì, terzo starnuto, “gravi lacune del sistema giuridico italiano”: come la mettiamo con questi articoli del codice penale? Possono non piacere ma sono legge vigente:- Chiunque cagiona la morte di un uomo, col consenso di lui, è punito con la reclusione da sei a quindici anni. (Art.579- omicidio del consenziente)- Chiunque determina altri al suicidio o rafforza l'altrui proposito di suicidio, ovvero ne agevola in qualsiasi modo l'esecuzione, è punito, se il suicidio avviene, con la reclusione da cinque a dodici anni (Art. 580 – aiuto al suicidio).
Pur essendo un'enciclopedia partecipata, un certo realismo mi spinge a pensare che questi chiarimenti non troveranno mai spazio. Così che milioni di visitatori continueranno a leggere, ad annuire e, starnutendo, a soffiarsi il naso. Dalla terza narice ovviamente.
PS: se si prova a modificare la pagina di Wikipedia non si riesce, è vietato “perché i contenuti sono protetti”. Persino le pagine su Giovanni Paolo II e Madre Teresa sono modificabili ma quella su Eluana no...
Etcì! Quarto starnuto...

Comunicazione

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Il Direttore di Fede & Cultura
Prof. Giovanni Zenone Ph.D.

Invito a Rovereto: La centralità della Liturgia nella storia della salvezza

Carissimi,
desidero proporvi un'importante iniziativa di carattere culturale.
Il grande Antonio Rosmini, recentemente beatificato dal santo padre Benedetto XVI (2007), osservava  nel famoso scritto  "Le cinque piaghe della Santa Chiesa" che il dinamismo del cristianesimo non sta tanto nella persuasione teoretica o nella tensione morale ma nella "forza del Sacramento". Secondo il Roveretano è infatti il Sacramento che permette di piegare, poco a poco, i cuori e le menti delle genti al messaggio evangelico.
Oggi, in un momento di grande disorientamento anche nell?ambito ecclesiale, dove sembrano prevalere analisi e soluzioni di carattere puramente sociologico, si avverte il bisogno di tornare all'essenziale per imparare nuovamente ad affrontare i problemi alla luce della fede. Il libro di don Enrico, "LA CENTRALITÀ DELLA LITURGIA NELLA STORIA DELLA SALVEZZA -  Le sorti dell'uomo e del mondo tra il primato della Liturgia e il suo crollo", va in questa direzione. Esso si presenta come un contributo assai importante per interpretare le sfide della secolarizzazione alla luce della Parola di Dio e della Tradizione della Chiesa.
Vi invito, dunque, venerdì 23 aprile ore 20,30 a Casa Rosmini a Rovereto (Sala degli Specchi) per la presentazione del libro. In allegato recensione e locandina.
Un caro saluto
Fabio Bertamini (della rivista "Liturgia - Culmen et fons")

Le "prove"

“Fino a quel periodo, la cosiddetta Scienza Fisica aveva così tiranneggiato le menti umane da persuaderle ad accettare la sua pretesa che un’evidenza che non potesse essere ridotta ai suoi termini non fosse, propriamente parlando, un’evidenza. Gli uomini richiesero che le questioni puramente spirituali fossero, così dicevano, ‘provate’, con la qual cosa intendevano dire ridotte a termini fisici. Poco a poco, comunque, la natura irragionevole di questa pretesa fu compresa. La gente cominciò a percepire che ogni ordine di vita aveva sue evidenze proprie – che c’erano cose, per esempio, come prove morali, prove artistiche, e prove filosofiche; e che queste prove non erano intercambiabili. Richiedere prove fisiche per ogni articolo di fede era fantasioso come richiedere, diciamo, una prova chimica della bellezza di un dipinto, o evidenza in termini di luce o di suono per il profilo morale di un amico, o prove matematiche per l’amore di una madre verso il suo bambino. Quest’idea davvero elementare sembra esser giunta come un rombo di tuono su molti che si fregiavano del titolo di ‘pensatori’; perché distrusse interamente tutta l’artiglieria di argomenti precedentemente impiegati contro la Religione Rivelata.
Robert H. Benson, L'alba di tutto, p. 28)

Tutta colpa di Hegel...

È questo il vero sintomo dello sfascio. Ragazzini, adolescenti, giovanotti e persino trenta o quarantenni in età da figli che corrono verso il baratro perché nessuno gli ha mai spiegato come si vive. Perché i genitori ci provano qualche volta e poi, vinti dalla stanchezza e dall’isolamento, cedono. È questo il vero tarlo della cultura che domina il mondo moderno: il male accettato come prassi e come norma di vita.
Tutta colpa di Hegel e della sua dannata dialettica. Basta prendere un qualsiasi manuale di filosofia dei licei per arrivare al cuore del problema: la deforme trinità composta da tesi, antitesi e sintesi.
(Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro, Cronache da Babele)

Bellezza illusoria

Troppo spesso, però, la bellezza che viene propagandata è illusoria e mendace, superficiale e abbagliante fino allo stordimento e, invece di far uscire gli uomini da sé e aprirli ad orizzonti di vera libertà attirandoli verso l’alto, li imprigiona in se stessi e li rende ancor più schiavi, privi di speranza e di gioia. Si tratta di una seducente ma ipocrita bellezza, che ridesta la brama, la volontà di potere, di possesso, di sopraffazione sull’altro e che si trasforma, ben presto, nel suo contrario, assumendo i volti dell’oscenità, della trasgressione o della provocazione fine a se stessa. L’autentica bellezza, invece, schiude il cuore umano alla nostalgia, al desiderio profondo di conoscere, di amare, di andare verso l’Altro, verso l’Oltre da sé. Se accettiamo che la bellezza ci tocchi intimamente, ci ferisca, ci apra gli occhi, allora riscopriamo la gioia della visione, della capacità di cogliere il senso profondo del nostro esistere, il Mistero di cui siamo parte e da cui possiamo attingere la pienezza, la felicità, la passione dell’impegno quotidiano.
(Papa Benedetto XVI, Discorso nell'Incontro con gli artisti del 21 novembre 2009)