Si crede che “umanizzare” la divinità sia paganizzarla, senza capire che umanizzare la divinità è attualmente il dogma più rigido, più austero ed incredibile del Credo.(Gilbert Keith Chesterton, San Tommaso d'Aquino, p. 27)
Si crede che “umanizzare” la divinità sia paganizzarla, senza capire che umanizzare la divinità è attualmente il dogma più rigido, più austero ed incredibile del Credo.
Mons. Ronald A. Knox, un importante convertito nei paesi di lingua inglese durante la prima metà del XX secolo, fece uscire il suo The Mass in Slow Motion [La Messa al rallentatore, tr. it. La mia Messa], un commento profondamente devoto delle varie parti della Messa. Il titolo del suo libro era quasi anti-profetico, ed ancor di più lo era un suo commento. Egli rifletteva sul fatto che la Messa tridentina era in uso allora da circa quattro secoli, un tempo considerevole anche per una Chiesa che ora misura la sua età in termini di millenni, a differenza di qualsiasi altra organizzazione della terra. Mons. Knox pensava fosse poco probabile un cambiamento di questa Messa nel futuro prevedibile. Ma non passò molto tempo prima che ai sacerdoti si chiedesse di dir Messa rivolgendosi nella direzione del popolo. Questo è stato un “dietro-front”, che più di ogni altra cosa simboleggia un cambiamento epocale.
Caro Amico,
Non è anarchia se si permette alla gente di dare inizio a tumulti, eccessi, esperimenti; è anarchia quando la gente non può mettervi fine. [...] Non è anarchia fare un pic-nic; è anarchia dimenticare completamente l’orario dei pasti. Sarebbe anarchia se tutti prendessimo dalla dispensa quel che ci pare. Così mangerebbero i porci, se avessero dispense; i porci, è risaputo, non mangiano a ore fisse: sono molto progressisti, sono porci. Ciò che costituisce un disordine veramente pericoloso è l’incapacità di rientrare entro limiti razionali dopo una legittima stravaganza. L’anarchia esprime così l’impotenza dell’impenitenza: l’impotenza di chi non si ravvede, di chi non sa più riconoscere il proprio peccato e continua imperterrito la marcia impotente verso… verso il nulla! [...] Il mondo moderno diventa pazzo non tanto perché ammette l’anormalità, ma perché non sa più ritrovare la normalità”.
La Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo ha “deliberato” che si tolga il Crocifisso dalle aule scolastiche, facendo suscitare legittime opposizioni e prese di posizione contrarie e furenti. Togliendo il Crocifisso si elimina la ragione. Ecco come lo dimostrò Gilbert Keith Chesterton nel libro : “La sfera e la croce”, mettendo a confronto il Professor Lucifero ed il monaco Michele.
Il Trono dell’ultimo Impero Cattolico Romano crollerà, e lo scettro cadrà dalla mano tremante di colui che siede sul trono. Da quel momento cesserà ogni giustizia, o sarà calpestata .
L’uguaglianza dei diseguali urta contro la varietà dell’essere creato, rompe cioè contro il principio di contraddizione, ma è fondata su una situazione di superbia che rifiuta il proprio bene quando sia determinato da una disparità, tenuta per umiliante, laddove è invece originalità e ricchezza.
Prendo lo spunto da un altro mio illustre collega e predecessore, il famoso prete-detective Padre Brown, per dirvi che spesso, come anche l’espressione popolare afferma, l’apparenza inganna. Chi l’avrebbe mai detto che un pretino piccolo e insignificante come Padre Brown nascondesse un’acutezza , di primo acchito, insospettabile ? Chi avrebbe mai pensato che un sacerdote cattolico così inerme potesse affrontare e vincere con il bene un ladrone incallito e gigantesco come Flambeau ? Appunto, spesso l’apparenza inganna. Chi meglio di Padre Brown avrebbe potuto custodire la pregiatissima croce azzurra tutta tempestata di diamanti e perle preziose? Chi avrebbe potuto cogliere in quegli occhi ed in quell’espressione vaga come gli gnocchi del Norfolk, la fierezza dell’ortodossia cattolica? Bisogna essere prudenti e soprattutto vigili per non lasciarci ingannare dall’apparenza. Sotto l’apparenza di bene anche il Diavolo inganna con le sue perfide insinuazioni, i suoi malvagi sospetti, le sue cattive calunnie, ma inganna soprattutto gli ingenui e gli stolti, cioè quelli che si lasciano “catechizzare” dal mondo e non dalla Santa Romana Chiesa, della quale faccio parte, con tanto onore seppur indegnamente. Gli ingenui e gli stolti come… Peppone e i suoi compari! O meglio i tanti asini che si agitano nel panorama politico e culturale dei nostri giorni. Se non l’avete ancora capito, ascoltate bene quello che ho da dirvi e vi assicuro che questa volta l’apparenza non inganna : “La voce di Don Camillo è tornata!”. La voce di Don Camillo non solo è tornata ma è tuonata contro tutti gli atei e anticristi del mondo. Se pensate che sia solo un’apparenza vi sbagliate di grosso. Don Camillo è tornato, con la sua voce e le sue braccia, con i suoi piedi e la sua faccia. Don Camillo è tornato, ma con lui è tornato anche il Crocifisso, portato sulle sue spalle. Il Crocefisso è tornato, ben piantato, alto tre metri, pesante e sofferente. Con Don Camillo, siamo sicuri, ora anche Cristo potrà finalmente parlare! Ed allora… Bentornato Don Camillo!